Da sinistra, Humphrey Bogart, Audrey Hepburn e William Holden nel film Sabrina del 1954 (wikipedia)

Per il maschio è più importante l’aspetto fisico della donna che sapere che è un ministro o la presidentessa della General Motors. Però va sottolineata l’importanza dell’abbigliamento e del trucco nel fascino femminile. È vero che il maschio preferisce la bellissima domestica alla brutta padrona, ma fra due donne equivalenti, una vestita poveramente, sciatta, non truccata e l’altra elegantissima, stupendamente truccata, che cammina in modo provocante, vede solo la seconda. La differenza fra una donna trascurata e la stessa donna in “alta uniforme” è così grande che l’uomo ha l’impressione di due esseri diversi. Nel celebre film Sabrina quando la ragazza (Audrey Hepburn) torna elegantissima da Parigi i due uomini non la riconoscono, poi se ne innamorano. D’altra parte, quando la donna vuol comunicare ad un uomo che non le interessa sessualmente si fa trovare o lo va a trovare vestita male, spettinata, struccata. Viceversa, se arriva curatissima, appena uscita dall’estetista o dal parrucchiere, vuol dire che è disponibile o addirittura innamorata.

La donna, in ogni società ed in ogni epoca storica, ha sempre curato non solo l’abbigliamento ed il trucco, ma anche la raffinatezza dell’arredamento della casa, soprattutto del salotto e della camera da letto. Cosa tanto più facile quanto più è ricca, quanto più ha tempo libero, quante più persone di buon gusto l’aiutano. È in questo modo che la ricchezza diventa nella donna una componente dell’erotismo perché le consente di presentarsi in modo affascinante ed in un contesto affascinante. Non è la ricchezza in sé che attrae l’uomo, come invece avviene nella donna che ammira incantata il miliardario anche se è in jeans e in maglietta sdrucita, ma la sua materializzazione estetico-erotica. Certo, succede anche a lei, certe volte, di restare incantata quando lo stesso militare che aveva visto in borghese le si presenta in alta uniforme. Ma è molto più colpita quando un uomo vestito in maglietta l’accompagna a prendere un drink sul suo lussuoso yacht.

Se la donna viene affascinata dal cantante, dal calciatore, dall’attore, dallo scrittore, dal politico, dal musicista, dall’avventuriero celebre è anche perché le fanno intravvedere una vita straordinaria in cui può far trionfare la propria bellezza e ridurre o nascondere i propri difetti. L’uomo vuol diventare ricco per dominare sugli altri, diventare famoso e avere tutte le donne che vuole, la donna vuol diventare ricca per essere affascinante, ammirata ed amata. Se l’uomo è povero, per bello che sia, va bene per una avventura, o come amante. A meno che non sia ricca lei. Nell’Orlando Furioso di Ludovico Ariosto Angelica, la donna più bella del mondo, scarta tutti i grandi campioni pazzi d’amore per lei, perfino il più famoso di tutti, Orlando, e sposa un semplice soldato, Medoro, perché è bello come un dio. Ma Angelica era la figlia dell’imperatore della Cina.

Nel caso della donna il lusso e il bello sono perciò inestricabilmente connessi in quanto la donna ha bisogno della ricchezza per rendere erotico il suo corpo. Per abbellirlo, migliorarlo, in tutte le sue componenti, l’acconciatura dei capelli, gli occhi, la carnagione. È questo il compito degli stilisti, dei sarti, dei calzolai, dei parrucchieri, dei truccatori, dei chirurghi estetici, dei gioiellieri: trasformare le donne in creature straordinarie superiori alla vita quotidiana, addirittura senza più contatti con essa. La bellissima donna in abito da sera ci dice, col suo aspetto, col suo modo di camminare, col suo modo di sedersi, di guardare, che non ha più rapporto con il lavoro, la fatica, le miserie, le preoccupazioni in cui si dibattono gli esseri normali come noi. Ma che appartiene ad un mondo diverso, fa una vita piena di piaceri e capace di dare piaceri che noi facciamo fatica ad immaginare. La vita che attribuiamo alle grandi star di Hollywood che passano da una villa lussuosa ad un’altra, da un amore ad un altro. A noi inaccessibili.

La fascinazione è sempre un invito e un rifiuto, in definitiva una sfida. L’abito da sera copre e scopre il corpo in modo da stimolare il desiderio erotico. È perciò un invito, è come se dicesse: spogliami. Però, contemporaneamente, crea una distanza, ti dice di no. La donna vestita in questo modo si mostra infinitamente desiderabile, disponibile, ma non per tutti, solo per alcuni, i privilegiati. Per questo ha un effetto conturbante, inquietante. Perché ti fa intravvedere una modalità di esistenza beata a cui lei appartiene insieme ai suoi pari, e tu no. Ma, nello stesso tempo, ti fa sospettare che non sia una esclusione definitiva: anche tu potresti, forse...

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