Maria Giovanna Farina

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Si parla di amore platonico per indicare una storia sublimata dove non avviene l’incontro dei corpi: da cosa deriva questa definizione?

Il termine platonico deriva da Platone, che considera la realtà divisa in mondo sensibile e in mondo delle idee. Quello che noi definiamo innamoramento per Platone è una “follia divina“, ossia un contatto col mondo eterno e perfetto delle idee. Attraverso l’amore noi abbiamo un incontro con la divina perfezione e vediamo la sua bellezza riverberarsi sul volto e il corpo di chi amiamo, ma col passare del tempo l’elevato pensiero platonico ha perso il concetto per cui l’amore attinge alle idee, oggi infatti le consideriamo solo fantasie senza contatto con la realtà.

L’amore platonico nella versione moderna è un amore solo sognato ma mai vissuto, è spirito, non corpo. Esso è una fantasia di grande amore perfetto. È capitato a tutti di sperimentarlo soprattutto nell'adolescenza e sappiamo quanto sia ricco di immaginazione. Svariate idee nascono da un amore platonico: come sarà intrattenersi con quella persona, come pronuncerà le parole d'amore, come bacerà.... sono gli interrogativi più frequenti. Se poi accade l'incontro, se si concretizza, esso, l’amore ideale, perde quasi sempre, purtroppo, il suo fascino e spesso l'attrazione amorosa si dissolve, svanisce: quella persona che tanto ci aveva fatto sognare ora non ci interessa più. Accade nella società attuale con gli amori conosciuti attraverso internet. Se poi avviene l'incontro reale, a volte è sufficiente che l'altro ci rivolga la parola per far cadere il sogno che tale doveva rimanere: il contatto reale ha la capacità di dissolvere tutto in pochi istanti. L'amore platonico è importante durante l'adolescenza perché fa galoppare l’immaginazione, al contrario nell’età adulta può diventare una fantasia che sostituisce l’amore vissuto concretamente. Ci sono donne che ne restando prigioniere ed incapaci di sperimentare relazioni amorose reali, vivono solo quelle immaginarie.

Del resto l’incontro reale è una caduta dall’Olimpo dell’ideale, è urtare violentemente contro un sogno che in pochi istanti svanisce per sempre. L’amore platonico abita nell’Iperuranio, una regione inaccessibile al corpo mortale.

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