Un modo per capire quanto sia profondo l’innamoramento è studiare le fantasie compiute durante l’atto sessuale. Vediamo il primo caso. “Monogamico?” dice sorridendo lo psicologo “ma come fa a chiamare monogamico il rapporto che lei ha con sua moglie? Mi ha detto che vivete insieme da dieci anni, che l’ama, che non l’ha mai tradita, che è soddisfatto sessualmente. Però, fin dalle prime volte che ha fatto all’amore con lei, ha immaginato di farlo con altre donne avute in precedenza. E sempre ricordando o immaginando una vera e propria storia. Per esempio immaginando di fare all’amore con una ragazza di cui era innamorato. Oppure di essere in un albergo in cui alcuni uomini avevano portato una prostituta – una storia che non è nemmeno sua ma ha sentito raccontare – la prendevano una dopo l’altro e, alla fine, avevano chiamato anche il cameriere. E mentre penetrava sua moglie immaginava di essere uno di loro.”

“Beh, non ho detto che ogni volta che faccio all’amore devo inventarmi una storia o fare una fantasia. E poi nell’ultima storia sia ben chiaro che mia moglie non era la prostituta, era proprio lei. Io amo mia moglie, non è solo l’unica persona con cui potrei vivere, ma è quella che mi piace più di tutte le altre. Per me mia moglie è la donna più bella del mondo, non la cambierei con nessuna, nemmeno con Nicole Kidman. Nella fantasia immaginavo fosse al posto della prostituta.”

“Ma, rifletta” osserva lo psicologo “se per arrivare all’orgasmo ha bisogno di metterla al posto della prostituta e di immaginare di essere uno degli uomini che la possiedono, vuol dire che, così com’è, non le basta. Perciò con la testa sarà anche monogamo, ma nel profondo è poligamo, e per soddisfare questo desiderio trasforma sua moglie in altre donne. E mi dica un’altra cosa: da dove prende il materiale per le sue fantasie?”

“Da tutte le esperienze del mio passato, no, solo da alcune significative, che mi hanno colpito. Per esempio una ragazza mi ha detto che d’estate andava a ballare, incontrava degli uomini e, quando si accorgeva che erano eccitati li invitava ad uscire e cercava di accontentarli, così diceva, ‘accontentarli’. Allora immagino di andare a ballare in quel posto, di vederla, di attirare la sua attenzione, poi lei mi tocca, mi eccita, mi porta fuori, mi dice che vuol accontentarmi, e incomincia a...”

“E nel frattempo penetra sua moglie.”

“Sì, il corpo di mia moglie, un corpo che mi piace moltissimo, l’altra chissà come era brutta.”

“Però avrebbe desiderato fare quell’esperienza.”

“Non ho mai pensato di andarla a cercare, ammesso che fosse possibile. Ma, se mi fosse capitato di finire in quel posto penso che sì, mi sarebbe piaciuto.”

“Vede? Le è rimasto il desiderio insoddisfatto di quella donna, di quella esperienza ed ora la soddisfa con il corpo di sua moglie. Lei usa il corpo di sua moglie per soddisfare un desiderio non realizzato, per vivere quanto non ha vissuto. In fondo desidera l’altra. Anzi tutte le altre, meno che lei. Secondo me lei non e innamorato di sua moglie, le piace ma desidera altre donne.

Passiamo ora al secondo caso quello di un uomo che è innamorato di una donna che ha avuto da giovane una vita avventurosa con numerosi amanti di cui alcuni anche famosi. Lui è rimasto geloso di questi amanti. Ma la donna dopo quel periodo ha avuto una vera mutazione, il muovo amore ha realmente cancellato ogni suo interesse per queste persone, che ricorda come cose lontane. Meno il suo primo amore quando aveva 19 anni di cui vuol ricordare alcuni momenti belli in cui si sentiva amata. Il colloquio in questo caso è il seguente

“Lei era veramente geloso dei vecchi amanti di sua moglie”

“Si, molto geloso”

“Anche se era sicuro che lei non pensava più a loro, se non aveva mai voluto rivederli, anche se alcuni erano morti?”

“Si ero molto geloso perché la immaginavo mentre andava a letto con loro nuda, si faceva scopare, ne provava piacere. Quel corpo, quel piacere doveva darlo solo a me”

“Ma erano passati venti anni”

“Lo so, ma quando la immaginavo, la immaginavo come fosse ora e stavo male come se la vedessi in concreto”

“E come si difendeva da questa gelosia?”

“Immaginavo di essere uno dei suoi amanti nella casa o nell’albergo di cui mi aveva parlato, ricostruivo la loro scena immaginando di essere io al suo posto, lei si spogliava davanti e poi scopava con me”

“Lo faceva sempre?”

“No, no, solo qualche volta. Poi a poco a poco non ne più sentito il bisogno, mi piaceva troppo, lei il suo, corpo, il suo seno, il suo sesso: ero felice di ciò che avevo”

“E la sua gelosia restava sempre intensa allo stesso modo?”

No, a poco a poco è diminuita forse perché avevo incorporati i suoi amanti in me stesso non pensavo più a loro. Alla fine non ne ero più geloso. Solo ogni tanto mi veniva in mente uno di loro e le domandavo di parlarmene ancora ma lei si arrabbiava ed io me ne scordavo. Da quanto tempo fate all’amore ?”

“Da quindici anni”

“E per quanto tempo e stato geloso?

Prima quando non ero innamorato non ero geloso. Le sue storie erotiche mi eccitavano. Quando mi sono innamorato mi pareva di impazzire di gelosia perché volevo essere l’unico, poi la gelosia è diminuita, è scomparsa ed io penso solo a lei, non desidero che lei, facciamo all’amore tutti i giorni e provo il massimo di piacere possibile.”

“Un amore erotico completo e duraturo, dunque.”

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