Rosantonietta Scramaglia

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Negli ultimi anni stiamo assistendo a un fenomeno apparentemente contradditorio.

Da un lato, si sono moltiplicati a dismisura i programmi televisivi che hanno come soggetto coppie di sposi, wedding planner, cerimonie sontuose, ricevimenti stravaganti e abiti da sposa per ogni gusto, dall’altro sentiamo spesso parlare in termini catastrofici del calo dei matrimoni e del fatto che oggi i giovani non si sposino più.

Ma come stanno veramente le cose?
Il solo modo per rispondere a questa domanda è quello di iniziare dai numeri. Perciò diamo un’occhiata agli ultimi dati ufficiali disponibili (quelli Istat) che risalgono al 2015.

Tanto per aver un’idea di massima della portata del fenomeno di cui stiamo parlando, in Italia nel 2015 si sono celebrati poco meno di 200.000 matrimoni (per la precisione 194.377).

Dobbiamo considerarli tanti o pochi?
Se vogliamo fare un confronto con il passato la cosa più rilevante da osservare è che nel 2015 c’è stato un cambiamento di tendenza. Infatti, dal 2008 al 2014 il numero dei matrimoni era andato gradualmente calando, (tra il 2008 e il 2014 sono scesi da 246.613 a 189.765) invece, nel 2015 per la prima volta il loro numero è aumentato rispetto all’anno precedente. Così, se fino ad allora calavano di circa 10.000 unità all’anno, nel solo 2015 sono aumentati di circa 4000. Questo aumento è confermato anche dai dati ancora provvisori del primo semestre 2016.

Difficile dire a che cosa sia dovuta la ripresa. Molti la vedono legata all’attenuarsi della crisi economica e pensano che questo cambiamento non sia il sintomo di un mutamento sociale favorevole alla sostituzione delle convivenze con i matrimoni, ma ritengono che si tratti piuttosto di una sorta di recupero dei matrimoni previsti per gli anni precedenti, ma rinviati per ragioni economiche, per lavori instabili, mancanza della casa, ecc.

Potrebbe anche essere che l’insistenza mediatica sui grandi matrimoni di personaggi famosi e non solo, abbia reso la cerimonia, più che la vita matrimoniale, un ambìto traguardo da raggiungere, la realizzazione dei sogni d’infanzia delle giovani coppie (“quel giorno voglio essere una principessa!” “e io il tuo principe azzurro!”).

Occorre essere comunque cauti nel pensare che la ripresa del 2015 sia l’inizio di un aumento futuro consistente dei matrimoni, e soprattutto dei primi matrimoni contratti da giovani perché ormai da decenni il numero di questi matrimoni diminuisce gradualmente in parallelo al diminuire della fascia d’età giovane. Solo fra il 2008 e il 2015 infatti, la popolazione italiana compresa fra i 16 e i 34 anni è diminuita di un milione e mezzo di unità.

Ma non ci è dato sapere quanto peso abbiano le singole cause citate. In attesa dei dati del 2017 che potranno confermare o non confermare questa tendenza possiamo fare solo ipotesi.

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