Rosantonietta Scramaglia

Condividi questo articolo:

Facebook
Twitter
Email
Stampa

L’innamoramento è un processo fatto di tante tappe. Chi si innamora si accorge di essere innamorato improvvisamente e ne è sorpreso. Ma può capitare che solo la presa di coscienza sia improvvisa, mentre il percorso verso l’innamoramento è già intrapreso. L’esplosivo c’era già prima, ma non c’erano ancora le circostanze adatte a farlo esplodere.

Voglio raccontarvi ora il caso di un colpo di fulmine che ha condotto all’innamoramento.

“L’avevo già vista anni prima a un convegno. Stavo seduto annoiato in quella grande sala piena di maschi quando la mia attenzione era stata attirata da una ragazza bellissima, con una coda di cavallo bionda. Camminava eretta, fiera come una regina. Eppure era dolce, morbida, gentile. Era sottile, eppure appariva formosa.

“L’ho rivista dopo anni. Era sempre in compagnia di personaggi importanti. Mi domandavo di chi fosse l’amante. Ero convinto che le donne molto belle fossero sempre appannaggio dei potenti. Perciò, l’ho evitata: troppo bella, troppo pericolosa. Poi, il caso ha voluto che lavorassimo insieme ed ho avuto così modo di apprezzare anche la sua bravura. Terminato il lavoro, lei ha dato un ricevimento a casa sua. Ricordo tanti uomini cupi e brutti con altrettante mogli brutte. E lei che, in gonna lunga e camicetta, offriva a tutti tartine e aperitivi. E, a un certo punto, improvvisamente, mentre era chinata, mi sono accorto, come una folgorazione, che aveva un sedere e delle gambe di una bellezza da togliere il fiato. Guardavo incantato quelle curve stupende e mi domandavo come avevo fatto ad impedirmi di vederle durante tutti quegli anni. Che barriera avevo costruito davanti ai miei occhi per difendermi da lei!

“In quel momento, nonostante fossi pieno di donne, non ce n’era una che mi interessasse veramente. Ma non mi sarei mai innamorato di lei se non l’avessi conosciuta così profondamente, se non avessi ammirato la sua onestà, la sua capacità di lavoro, la sua pulizia morale, il suo coraggio. Avevo notato la sua bellezza e me ne ero sempre difeso in modo inflessibile. Cosa ha rotto l’incantesimo? Vederla gentile, paziente, umile, servire quella gente che non valeva nulla ha fatto scattare in me lo spirito del cavaliere antico che si mette dalla parte del debole, che ripara i torti, che salva la vergine offerta in sacrificio al drago. Ed è scomparsa la paura della bellezza, perché quella bellezza aveva bisogno di me, ed era mio dovere correre in suo soccorso, aiutarla, sorreggerla, difenderla, farle scudo con il mio corpo, con il mio amore. Me ne ero innamorato.”

Ti è piaciuto questo articolo?

Iscriviti alla newsletter gratuita

logo-monografico-small

L'amore e gli amori

Seguici sui social

2017 @ Far Immagine e comunicazione Srl - Tutti i diritti riservati
Registrazione al Tribunale di Milano n. 272 del 29-9-2017