Una volta si credeva che il comando del corpo umano risiedesse nel cuore probabilmente perché è l’organo che maggiormente avvertiamo; è lui che possiede la capacità di farci provare le sensazioni più improvvise: tutte le frasi fatte relative alle emozioni si riferiscono al cuore e non al cervello, la vera mente che attua la sua regia nell’ombra.
Un colpo al cuore, un tuffo al cuore, mi spezzi il cuore, senza cuore, cuore di pietra, cuore caldo, cuore freddo e così ad libitum, e allora possiamo chiederci: quanto c’entra il cuore in un rapporto amoroso?
Chi dirige l’orchestra ormai si sa, è il cervello e lui, come un bravo direttore impartisce ordini e segnali a tutti i distretti, compreso il cuore l’organo più rumoroso. Ecco, è questo il punto cui volevo arrivare, al lavoro del cuore che per nutrire le emozioni pompa sempre più forte: quando ci innamoriamo ci batte il cuore, altrimenti è solamente un voler bene.
Se siamo innamorati il nostro cuore battere più del consueto: solo al pensiero di abbracciare la persona amata, mentre percorriamo la strada del nostro appuntamento, avvertiamo i battiti farsi più veloci mentre il respiro vien meno. Il cuore batte quando amore ed erotismo si incontrano in un abbraccio dal sapore infinito. Solo allora il cuore batte senza controllo e libero da ogni regola testimonia il vero amore. In matematica esiste la prova del nove, uno strumento per capire se la moltiplicazione è corretta, in amore la prova del vero amore è il cuore che batte a velocità triplicata incapace di imporsi una misura. Nessuna regola può controllare un cuore che batte per amore, ce lo dice la sapienza popolare nata dall'esperienza, è quindi sapienza empirica di chi sa cosa sia una tal condizione fuori dal comune. L'amore fraterno non altera i battiti, di ciò è fautore solo Eros che scagliando frecce mette in circolo la “corrente del cuore”.
In una nota canzone degli anni ’60, Cuore, di Rita Pavone la cantante afferma:
“Mio cuore, Tu stai soffrendo, cosa posso fare per te. Mi sono Innamorata, per te pace no, no, non c'è. Al mondo, se rido e se piango, solo tu dividi con me ogni lacrima, ogni palpito, ogni attimo d'amor”.
La Pavone ci mette in luce un dialogo col suo cuore che batte, un cuore capace di diventare compagno di gioie e turbamenti, un alleato con cui condividere lo stravolgimento che porta con sé l’innamoramento. Non esiste più la pace di prima quando tutto era monotono e uniforme, ora la vita si è trasformata. Il cuore si fa interprete assoluto del suo stato d'animo e allo stesso tempo è testimone privato e compagno di viaggio di un vero amore capace di regalare non solo palpiti ma anche lacrime quando siamo lontani e separati dall'oggetto della nostra passione. Mio cuore, Tu stai soffrendo: l'interprete ci racconta che sta vivendo i suoi primi tormenti, un patimento, quindi, legato alla pace venuta meno, a cavallo dell'onda discontinua.

Chi ama sale e scende come una barca tra i flutti.

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