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Chi ha fascino? Fascino viene da affascinare, originariamente “legare le fascine”, quindi legare a sé. Il fascino è il potere di attrarre, di trattenere, di condurre dove si vuole. È stato avvicinato alla magia, all’incantesimo. Una persona ha fascino quando con il suo aspetto, il suo abbigliamento, i suoi gesti, i suoi sguardi, le sue parole attrae, si fa desiderare, si fa amare, si fa seguire.

Ci sono diverse componenti del fascino. Nel caso della donna la prima è la bellezza, perché è rara, desiderata, mette in moto emozioni, passioni, i desideri ardenti degli uomini, le invidie delle altre donne. La bellissima lo sa e si sente superiore. Te ne accorgi da come cammina, da come guarda. Quando Telemaco, il figlio di Ulisse, incontra Elena per cui era avvenuta la guerra di Troia coi suoi massacri e i suoi dolori, la vede sovranamente serena e sente che vive al di sopra dei problemi e delle cure degli altri.

C’è un fascino della ricchezza, del potere e della fama. Le donne sono attratte dall’uomo che emerge, che eccelle, che vince, che tutti ammirano, temono o amano. Come i campioni sportivi, i cantanti famosi i divi del cinema e della televisione, i miliardari, i potenti. Ed essi ne sono consapevoli e il loro viso, la loro gestualità esprimono l’interna sicurezza. Il potere è parte integrante del loro fascino, lo nutre. L’attore che non è più famoso, il politico che ha perso il potere, perdono il loro fascino. Anche fisicamente. Non hanno più lo sguardo, il gesto, la postura di un tempo.

C’è un fascino del passato. Desdemona si innamora di Otello quando lui le racconta la sua vita, le sue sofferenze, le sue battaglie, le sue vittorie. Nel film di Scorsese L’età dell’innocenza, la contessa Olewska, interpretata da Michelle Pfeiffer, ha fascino perché porta nella banalità americana il mistero del diverso, del peccaminoso, del proibito, il conturbante incantesimo degli amori e delle passioni europee.

C’è infine un fascino della visione. Alcuni uomini, alcune donne in certi momenti interpretano le speranze, i sogni collettivi, danno loro voce, indicano una meta. E raccolgono attorno a sé, spesso in modo rapido, milioni di persone a formare un movimento, un partito. Sono i capi carismatici. Alcuni di loro, prima di essere al vertice del movimento, non avevano fascino. È  solo nell'incontro con la folla che si sprigiona il loro magnetismo che lega, stordisce e può portare ad ogni bene come ad ogni male.

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