Quando abbiamo sofferto per amore e siamo rimasti scottati da una cocente delusione, possiamo erigere delle barriere verso l’innamoramento successivo, perché siamo intimamente frenati dalla paura di soffrire ancora. Ci sentiamo fragili e disorientati, quindi ricerchiamo una persona rassicurante, qualcuno che ci ami e ci consoli, a cui volere bene, ma senza correre il rischio di ritrovarci nuovamente col cuore a pezzi. Ma cosa accade se un vero innamoramento scombina tutti i nostri piani?

Nella commedia sentimentale L’amore ha due facce, Gregory, un affascinante professore di un college americano, che in passato è stato spesso vittima di infatuazioni erotiche ossessive che lo hanno fatto soffrire, decide di porsi al riparo dalle ferite d’amore cercando, tramite un annuncio, una donna con la quale instaurare una vera amicizia sulla base di un’affinità elettiva, scegliendo tra le varie candidate quella che non esercita un’attrazione erotica su di lui.

La trova in Rose, ignara delle reali motivazioni che spingono Gregory a frequentarla e tra loro nasce una sincera amicizia. Trascorrono molto tempo insieme, parlano di tutto, tra di loro si crea una affinità così profonda che Gregory le chiede di sposarlo. Rose è emozionata, segretamente già innamorata di lui e accetta le assurde condizioni che le pone: non rovinare la loro forte intesa, il loro sentimento puro e nobile con il sesso.

Gregory è terrorizzato dall’intimità fisica. Con Rose è sereno e progettuale, prova un amore di tipo oblativo, un amore Agape, perché si è ormai convinto che un vero amore, per durare, debba fondarsi sul rispetto, sulla cura, sulla tenerezza. Non vuole rischiare di perderla, come gli è successo con le altre, e la soluzione, ai suoi occhi, è escludere la variabile dell’Eros dalla loro unione.

Non è però necessario molto tempo a Rose per comprendere che la loro unione platonica non funziona. Ne soffre troppo e lo lascia.

Ma, quando Gregory resta solo, prova una sofferenza, una mancanza, una nostalgia, un dolore al cuore che gli fanno maturare la consapevolezza che tutte le sue convinzioni razionali erano sbagliate e che a nulla sono servite per proteggerlo dall’innamoramento. Ora, pur di non perdere per sempre Rose si sente in grado di compiere quel difficile passo che per lui ha sempre rappresentato solo sofferenza: lasciarsi andare e vivere pienamente un amore ricambiato.

Freud sosteneva che la paura è più forte del piacere. Ma quando ci si innamora veramente, il senso di rinascita, il desiderio di abbandonarsi con tutto se stesso all’amato prevale sulla paura che pone freno allo slancio amoroso. Si è pronti a rischiare, a mettere il proprio cuore nelle mani dell’amato. Perché il vero innamoramento ha il potere di penetrare nel passato e di redimerlo. E l’Eros, come l’Agape, dialogano nell’edificazione di quella rivelazione viva e vibrante sulla quale costruire un progetto di felicità futura.

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