Un fotogramma della serie TV "The Mentalist", con Simon Baker e Robin Tunney
Maria Giovanna Farina

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A volte una briglia troppo stretta trattiene un amore che vorrebbe sbocciare, le ragioni sono diverse ed io ho analizzato una situazione particolare scoperta in TV: è un caso che rispecchia la comune esperienza della vita quotidiana. In particolare, si tratta di The Mentalist, una serie di successo mondiale in onda tutt’ora anche in Italia. Lui, Patrick, fiero possessore di capacità intuitive molto sviluppate, interpretato dall’affasciante attore australiano Simon Baker, lavora come consulente della polizia e poi dell’FBI in stretta e continua collaborazione con una poliziotta, Theresa: insieme risolvono casi complicati. Ciò che trattiene Patrick dal cedere all’innamoramento è il terrore della perdita dopo la devastante esperienza di aver subito la morte della moglie e della figlia per mano di un serial killer; il fine prioritario della sua vita è ora la ricerca dell’assassino per vendicare la sua famiglia.

La quotidiana frequentazione di Theresa, una ragazza forte ma al tempo stesso dolce e capace di comprenderlo, fa nascere tra i due una complice amicizia: con lei non ha bisogno di fingere ma può essere sé stesso e manifestare non solo la simpatia e l’ironia che lo contraddistingue, ma anche il dolore profondo che lo tormenta. Nello stesso tempo con grande lentezza si rende conto di provare qualcosa di più dell’amicizia, ma nega il sentimento per paura di dover nuovamente soffrire. Forse uno schema poco originale, forse troppo simile alla vita di tutti noi e forse per questo così adatto all’identificazione. La storia è capace di mostrare come un rapporto d’amore, se costruito con pazienza, scegliendo gli ingredienti accuratamente, possa con la giusta gestazione essere in grado di far maturare il frutto che, se colto al tempo giusto, ha un gusto insuperabile.

Tra i due interpreti l’amore esplode quando lui è finalmente pronto a cambiare, a cedere alla passione: Patrick se ne rende conto quando Theresa decide di andarsene logorata da un’attesa troppo lunga: lo shock della possibile perdita della sua innamorata fa cadere l’ultimo baluardo e lui la ricorre in aeroporto dove lei avrebbe preso il volo senza più aspettarlo. Lì le dichiara “Theresa: ti amo”, finalmente libero di costruire il suo nuovo grande amore le dice quanto sia felice di aver abbandonato il vecchio sé stesso.

Non dobbiamo temere la lentezza, l’amore ha i suoi tempi e l’attesa è una componente a volte indispensabile. La fretta in questo caso avrebbe ucciso un grande amore, certo è che la troppa lentezza avrebbe diviso per sempre due persone innamorate: le giuste dosi sono difficili da stabilire, ma si possono individuare imparando ad ascoltare cosa ci suggerisce il cuore. Quando lui o lei ci provoca battiti accelerati, quando siamo pronti a liberarci di un passato-zavorra che vuole farci solo soffrire, quando sentiamo come Patrick che non possiamo vivere senza quella persona, allora difficilmente ci stiamo sbagliando.

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