Letizia Bravi è un'attrice di talento che da quattro anni interpreta il ruolo di Giulietta nel noto dramma di Shakespeare: la mette in scena in uno spettacolo itinerante che si svolge a Verona. Nell'intervista ci parla dell'amore muovendosi tra il palcoscenico e la vita reale.

Sei un'esperta di Giulietta, la celebre interprete del dramma di Shakespeare, visto che la rappresenti da quattro anni. Secondo te, come vive l'amore di coppia questo personaggio?

Per prima cosa dobbiamo ricordare che Giulietta è molto giovane, ha poco più di quattordici anni, mentre Romeo ha circa quindici anni, quindi sono due adolescenti e sappiamo cosa sia l'amore in quel periodo della vita. È un amore senza limiti.

È il sogno.

Sì, il sogno. Tutta la parte idealizzata di un amore ancora libero, sregolato, diverso da uno più maturo.

In che senso sregolato?

Sregolato perché a quell'età si è più incoscienti e non a caso la storia va a finire nel modo che conosciamo.

L'amore ci cambia, ci trasforma: in che modo agisce su Giulietta? Che era sì un'adolescente, anche se forse per l'epoca era più matura rispetto ai coetanei di oggi.

È vero, infatti il personaggio di Giulietta è molto maturo, nonostante l'irruenza tipica dell'adolescenza. Lei è matura perché è quella della coppia che prende in mano la situazione, decide e dice: “sposiamoci”. Volitiva e determinata, più pratica di Romeo.

Quindi rispecchia la diversità tra maschio e femmina.

Eh, sì! Lei dimostra anche un coraggio senza pari perché, pur di sposare Romeo e sfuggire dall'ira dei parenti, arriverà a prendere il veleno che la farà sembrare morta, quindi a compiere delle scelte parecchio pericolose.

Una ragazza che non si risparmiava. Facendo un salto nella tua vita, cosa ti ha lasciato il personaggio di Giulietta? Credo ci sia una contaminazione quando si interpreta un personaggio.

Una contaminazione c'è stata senz'altro. Tieni conto che l'attore, Filippo Bedeschi, che attualmente interpreta Romeo, è il mio ragazzo, ci siamo conosciuti facendo Romeo e Giulietta: più contaminazione di così! Direi che interpretare Giulietta è stato molto bello perché mi ha fatto rivivere tutta la passione che si vive nell'adolescenza: le emozioni, la follia.

Mi fai pensare a Platone, l'amore è follia. Ma non lo sarà anche quando si cresce?

Da un lato rimane follia perché è sempre un andare fuori da sé, ma quando si diventa adulti entrano in gioco altri principi e valori. Forse è più interessante perché diventa un percorso evolutivo insieme ad un'altra persona.

Sei tornata alle belle emozioni adolescenziali, ma c'è qualcosa che correggeresti nel personaggio di Giulietta? Sempre in relazione all'amore.

Correggere, per quanto sia un azzardo correggere Shakespeare...

Beh, non vogliamo arrivare a tanto, ma solo mettere in discussione qualcosa...

All'interno della storia è giusto e necessario che facciano quello che fanno, ma, che Shakespeare mi perdoni se devo cambiare qualcosa, allora interverrei quando iniziano a precipitare le cose, quando è il momento di uscire dal sogno e stare con i piedi per terra per non andare incontro al tragico destino.

Questa è la ragione che entra e gestisce la situazione, ma forse l'amore non lo permette. Usciamo dal personaggio e veniamo alla persona: quando ti sei innamorata la prima volta?

Al liceo, avevo circa diciotto anni. Per me l'amore cambia quando entri nell'età adulta e inizi a lavorare. Ai tempi della scuola è tutto idealizzato, la persona con cui hai una storia non te la immagini nella quotidianità.

Insomma lo vivi senza problemi e in piena libertà.

Anche senza responsabilità.

In effetti da adulti entrano in gioco le contingenze come ad esempio il mutuo da pagare.

Esatto, poi cambiano esigenze e priorità. Se mi fosse arrivata a venticinque anni la richiesta di convivere sarei scappata lontanissima! Invece adesso convivo col mio ragazzo, sono cambiamenti legati a ciò che una persona desidera in quel momento della sua vita.

Visto che avete interpretato insieme Giulietta e Romeo, cosa ha dato questa esperienza a voi come coppia?

La cosa più bella è che ci siamo conosciuti! Abbiamo fatto insieme anche l'audizione. Quando lavoriamo insieme anche il ruolo è più piacevole.

L'amore vero che vi unisce credo darà qualcosa in più allo spettacolo.

Senza dubbio.

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