Maria Giovanna Farina

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Cristiana Pegoraro, pianista e compositrice italiana di fama internazionale, molto apprezzata negli Stati Uniti dove ha tenuto concerti sold out anche nel celebre Carnegie Hall. A luglio, quest'anno dal 11 al 29, parte come ogni anno il Narnia Festival di cui Pegoraro è direttore artistico e dove le varie forme d'arte trovano spazio e si confrontano con artisti di fama mondiale.

Cristiana quando ti sei innamorata per la prima volta?

La prima volta che mi sono innamorata la ricordo come una storia molto appassionata perché è stata la storia che mi ha portata in America. Mi sono innamorata di un collega pianista, quindi nell'ambito professionale.

Quanti anni avevi?

Ventidue, lo considero il primo amore cosciente, quello che vivi davvero. Quelli precedenti sono stati quasi platonici, se possiamo definirli così, amori con cui passi poco tempo insieme.

Forse infatuazioni. Quindi questo primo possiamo definirlo l'amore vissuto fino in fondo?

Sì, un amore vissuto pienamente e che mi ha fatto fare un passo molto importante, quello di attraversare l'oceano.

L'amore che ha cambiato la tua vita?

Sì, decisamente. Purtroppo le mie storie d'amore sono state molto travagliate perché abbinare una professione di pianista con tanti spostamenti, tante rinunce e sacrifici che ho fatto, e continuo a fare, non sempre si è sposato bene con lo stare in coppia.

Cosa hai fatto e provato quando ti sei innamorata?

Ho sempre fatto pazzie: quando amo, amo follemente e interamente e faccio cose che normalmente non farei. Prendo l'aereo e sopporto ventiquattro ore di volo per stare insieme alla persona che amo poche ore. È bello essere innamorati, mi piace esserlo, perché si compiono azioni straordinarie. Pensandoci, mi rendo conto che quando ero giovane ero pazzerella e ho vissuto tre vite, nel senso che la facilità con cui ho sempre preso aerei, la libertà di girare senza vincoli mi hanno consentito di vivere a mille anche le storie d'amore. Poi è ovvio che nel calderone ho messo di tutto, il buono e il cattivo ma questa si chiama vita e quindi esperienza.

Diventando grande cosa è cambiato?

Mi sono resa conto che esiste l'amore profondo che non è quello delle follie, ma è un sentimento che ti fa entrare in simbiosi con la persona che hai accanto, allora ci sono meno sorprese e follie ma più profondità del rapporto.

Quindi hai affrontato l'amore in maniera diversa?

Assolutamente! Crescendo ho abbandonato l'aspetto fiabesco ed ho imparato a godermi di più la quotidianità con un compagno. Crescendo mi sono stabilizzata anche dal punto di vista geografico in alcuni luoghi del mondo, non vivo più come prima e quindi do più spazio alla vita di coppia: faccio ancora la pallina da ping pong con la mia professione ma ho più basi fisse. Quindi nel limite del possibile riesco a coltivare la storia d'amore, certamente deve seguire i ritmi di quello che faccio...

Deve seguire i ritmi del pianoforte! (Ridiamo) Quindi la quotidianità che ora riesci a vivere ti appaga?

Dipende dalla fase della vita, noi cambiamo e a seconda delle attese di quel momento l'amore secondo me deve adeguarsi. In questo momento avere una storia più fissa e stabile mi dà serenità e sicurezza. Insomma le follie le ho già vissute.

Eh, beh, tu hai vissuto tre vite e questa è quella della stabilità!

C'è chi le follie le fa a quarant'anni dopo una vita tranquilla, io le ha già fatte!

Forse è più “normale” così, di solito le follie si fanno da giovani.

È vero!

So che hai sempre amato il pianoforte fin dalla più tenera età e allora ti chiedo che differenza c'è tra l'amare un uomo e l'amare il pianoforte?

Domanda molto interessante. Il pianoforte è uno strumento e fa quello che dico io, lo comando, lo plasmo. Lo suono in un determinato modo, un uomo invece non è plasmabile, sarebbe controproducente se lo fosse: in amore non dobbiamo cambiare l'altra persona. È bello quando ci si incontra e insieme ci si plasma senza troppe rinunce: se dobbiamo cambiare per stare con un partner allora quella persona non va bene. L'amore per uno strumento è viscerale, non andrà mai via perché fa parte della mia vita che però gestisco io con le mie modalità mentre un'altra persona è libera e non la posso tenere sotto controllo.

Infatti l'amore è libertà.

È bene quando ci si incontra con una sensibilità comune.

In questo momento della tua vita sei innamorata?

Sì e lo sono nella fase della maturità.

Quanto l'amore influenza la tua vita professionale?

Quando il cuore pulsa si fa tutto con il sorriso e si suona con più ispirazione. Certamente come esseri umani influenziamo la professione con la nostra vita sentimentale... Anche se l'amore per il pianoforte rimane sempre un'ancora a cui aggrapparsi nei momenti in cui manca la vita sentimentale.

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