Orfeo ed Euridice

Una giovane donna aveva un fidanzato che non voleva sposarsi e avere figli.  Ma lei desiderava assolutamente una famiglia e voleva avere dei figli ma non riusciva a riconoscere che questo suo bisogno era primario, era un valore. Così continuò la relazione "perchè gli voleva bene". Ma in ogni situazione lo trovava egoista, lo rimproverava e litigavano continuamente,  ma il vero motivo in realtà era  che lui non prendeva sul serio questa grande esigenza di lei. Un'esigenza che non era negoziabile, che lei  non riusciva a difendere, perchè si aspettava che lui capisse quanto era importante per lei. Dopo anni travagliati si lasciarono.
Un giorno conobbe un altro uomo,  costui era divorziato e voleva anche lui intensamente rifarsi una famiglia e poichè non aveva avuto figli, desiderava tanto averne uno. Di quest’uomo lei si stava innamorando e si stavano incontrando nel momento giusto per entrambi. Ma lui era molto diffidente perché era stato ferito dalla ex moglie e quindi non si fidava delle donne; al contempo lei non si era del tutto liberata del vecchio fidanzato, che improvvisamente si materializzò  sofferente ed emaciato a chiedendole un ultimo favore: accompagnarlo in pellegrinaggio da padre Pio. Il nuovo fidanzato la minacciò di lasciarla e gli amici cercarono di dissuaderla dicendole che il suo ex si stava comportando da egoista come aveva fatto in passato ignorando i suoi bisogni e che veniva per gelosia, ma a lei sembrava di essere cattiva a non aiutarlo. Pensava che lei avrebbe voluto trovarlo in caso di bisogno e quindi pensava fosse giusto fare così anche lei. Così accompagnò il suo ex fidanzato da padre Pio, solo come amica, ma non così la pensò il nuovo fidanzato che la lasciò senza neppure darle il tempo di spiegare. Così la nostra amica si trovò due volte abbandonata. Dopo pochissimo tempo lui si sposò ed ebbe dei figli, mentre lei rimase sola. Fu un grande dolore che lei sentì come una ingiustizia perchè sarebbe stata per lui una moglie assai migliore.

Questa situazione ci ricorda che la tentazione di guardarsi indietro, nasconde un grave difetto: la paura del futuro, non sapersi staccare dal passato, la mancanza di fede. Vi è infatti una legge di natura: quando ci stiamo innamorando , anche se siamo tentati e richiamati a  guardarci indietro non dovremmo mai farlo. il ricordo e la ripetizione, l'odore del vecchio mondo non possono coesistere con lo stato nascente dove tutto è nuovo, una creazione. Lo disse anche Gesù con la frase: "lasciate che i morti seppelliscano i loro morti".

L’amore, come ogni nuova impresa, richiede il coraggio e lo sforzo di chiudere ogni ponte con il vecchio mondo, sapendo che non tutto era malvagio e da buttare. Può sembrarci ingiusto e crudele, ma questa non è una legge morale: è il modo in cui funziona il processo di rinascita e la nostra psiche.

Mi stupisco sempre che non ci sia situazione umana di vitale importanza che gli antichi non abbiano già trattato. Sul voltarsi ne abbiamo ben due. La prima, narrata nella Bibbia è la storia di Lot che viene aiutato da due angeli a fuggire avventurosamente dalla città di Sodoma. Ma la moglie di Lot, anche se viene ammonita a non voltarsi a nessun costo, non resiste, si volta e viene tramutata in statua di sale.

La seconda è una storia assai più intensa. È la storia di Orfeo, bellissimo pastore con un talento musicale eccezionale. E’ figlio di Apollo, è un uomo che sa amare. E quando perde Euridice la sua sofferenza è così forte e la sua arte la esprime così intensamente che convince gli dei a farlo scendere nell’Ade per andare a prenderla. E’ un viaggio pericoloso che sfida le leggi di natura e c’è il rischio di non tornare. Ma tutto procede bene solo che Orfeo sa di non doversi voltare sino a quando saranno fuori. Ma giunti nella zona liminare tra l’Ade e la terra lui, improvvisamente si volta a guardare Euridice, tanta era la  paura che ella fosse rimasta indietro. Euridice  sprofonda di nuovo nel regno dei morti e Orfeo non può ripetere il viaggio.

«Già di nuovo stava morendo non ebbe parole di rimprovero per il marito (e di cosa avrebbe dovuto lamentarsi, se non di essere amata?)».

La lezione è che il tempo non è continuo e il gesto di un attimo non può essere modificato nell’attimo seguente. tra i due si è aperta una voragine. Il semplice voltarsi non rischia di ritardare un po’ il nostro viaggio, ma lo fa fallire per sempre. Tutte le nostre energie devono essere volte in avanti, offerte alla vita con lo sguardo fissamente posato sulla direzione da prendere.

Orfeo, presa così per mano la sua sposa iniziò il suo cammino verso la luce. Durante il viaggio, un sospetto cominciò a farsi strada nella sua mente pensando di condurre per mano un'ombra e non Euridice. Dimenticando così la promessa fatta si voltò a guardarla ma nello stesso istante in cui i suoi occhi si posarono sul suo volto Euridice svanì, e Orfeo assistette impotente alla sua morte per la seconda volta.

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