Quand’è, dobbiamo domandarci, che viene coinvolto il cuore? È necessario lo stato nascente, il vero innamoramento bilaterale? Sì, si deve accendere o comunque iniziare lo stato nascente bilaterale e mettere in moto quello scuotimento di due corpi e di due anime in simultaneo, in quello che abbiamo chiamato il riconoscimento. È lui, è lei; è solo lui, è solo lei. Lo stato nascente ti apre gli occhi e fa sì che tu lo riconosca in mezzo a mille e senti che anche lei ti ha riconosciuto, tu l’unico, lei l’unica e al solo vederlo, al solo pensare a lui ti afferra una commozione profonda di tutto il tuo corpo e il cuore si mette a battere come se fosse spaventato da tanto desiderio di amore, di passione, di intimità, di vicinanza, di fusione, come se fosse spaventato dalla forza che ti unisce a lei e cui non puoi, non potrai mai resistere. Espressioni come “tu sei il mio cuore”, “un cuore e un’anima sola”, “lo porto nel cuore” e “gli ha spezzato il cuore”, sono tutte dell’innamoramento. E connesso col cuore c’è il pianto.

Il cuore si mette a battere quando pensi a lui, quando ti avvicini a lui, quando aspetti fiducioso che arrivi pregustando il suo arrivo o quando speri che arrivi e aspetti ansioso. Allora lui come impazzito accelera il tempo e lo scandisce con un battito sempre più forte e frequente. E oltre una certa soglia si contrae con tanta forza che ti fa male e tu hai l’impressione che possa esplodere o fermarsi se l’altro ritarda ancora. E a volte il battito del cuore diventa sussulto dei polmoni, del petto, della gola, degli occhi e piangi. Piangi perché stai cambiando e non sai perché, piangi perché sei attratto da uno sconosciuto che pure desideri e non sai chi è, piangi perché ami ciò che non hai.

O piangi perché attendi. È il pianto di Tristano che attende l’arrivo delle vele bianche di Isotta. L’unica che lo può guarire. Ma la moglie, gelosa, gli dice che le vele sono nere ed egli si abbandona alla morte. Isotta, quando arriva, allora muore di dolore. Il loro è un amore impossibile, e molti veri grandi amori così appaiono a chi li prova quando sono già sposati o impegnati o ostacolati da ragioni ideologiche o sociali. Il grande successo dei romanzi d’amore medioevali indica che l’amore dell’innamoramento doveva essere una esperienza frequente in una società ricca, colta, in cui il matrimonio era stabilito dalle famiglie e l’innamoramento una rivolta contro l’ordine. Oggi ciascuno può sposarsi per amore ma non per questo sono scomparsi gli impedimenti che separano i due innamorati. Di solito matrimoni precedenti che devono essere rotti con il divorzio, ma anche precedenti amori, precedenti legami che creano spaventosi sensi di colpa.

In genere nella letteratura o nel cinema l’innamoramento viene fatto comparire come un atto inatteso e violento, come una passione improvvisa che travolge gli ostacoli, come un desiderio sfrenato di sesso, come violenza, rottura, eccesso. Ma è una descrizione falsa che forse va bene per fasi successive dell’innamoramento, quando compaiono ostacoli o dubbi. Ma non vale assolutamente nell’inizio, perché l’innamoramento nel suo nascere si presenta sempre come dolcezza, tenerezza, sentimenti timidi, delicati, desiderio di stare accanto all’amato, di far qualcosa di gentile per lui. L’amore è come un gas che si insinua leggero fra i due amanti e che essi respirano insieme, è come un virus di cui nessuno è consapevole, con cui si contagiano e ad un certo punto si accorgono di essere ammalati. È un desiderio di dolcezza, di tenerezza, di gioia, è un dolce languore ma a volte anche un bisogno di pianto.

Un modo per rappresentare lo stato nascente e quindi l’innamoramento e i movimenti collettivi è quello di una luce che irradia dall’individuo. Se un individuo incomincia ad entrare in stato nascente e presenta i sintomi premonitori dell’innamoramento, fantasie, senso del destino, sensibilità esasperata, lo possiamo rappresentare come un corpo che emette un gas luminoso. Se un altro si trova nelle stesse condizione tende ad emettere anche lui lo stesso tipo di gas e quando entrano in contatto i due gas luminosi si fondono, si intensificano, avvolgono i due corpi: è l’innamoramento.

La tenerezza e il cuore si intensificano subito quando i due innamorati per qualsiasi motivo si allontanano, si lasciano o si aspettano. E diventano una componente costante quando c’è un ostacolo insuperabile. Un ostacolo che li fa desiderare più intensamente e li fa soffrire. L’innamoramento diventa sesso glorioso nell’incontro e nell’abbraccio e diventa cuore nel distacco e nella assenza. Per capire come gioca il cuore nell’amore bisogna immergerci nella sofferenza dell’ostacolo nell’amore lontano, nel desiderio struggente.

Lo stato nascente e la propensione ad innamorarsi non durano a lungo. Quindi il periodo in cui due persone predisposte possono incontrarsi è limitato. Poi, se chi è predisposto non incontra la persona adatta, il suo stato nascente si spegne. Si potrà riaccendere e potrà fondersi con un altra persona, ma solo in seguito.

L’amore del cuore si sviluppa più facilmente quando entrambi hanno passato prove e hanno conosciuto la vera sofferenza, ma sono rimasti pieni di amore per la vita. Oggi tutti pensano di soffrire, ma in molti casi soffrono perché non possono realizzare i loro desideri, le loro ambizioni, perché non hanno tutto quello che desiderano. Invece la sofferenza d’amore, la sofferenza del cuore, è una fusione con l’altro in cui senti il dolore e soffri con lui, anzi soffri perché senti che lui soffre e tu non puoi fare nulla per aiutarlo. L’amore del cuore è una tua mancanza verso chi ami, è una tua incapacità che non ti consente di aiutarlo. Nell’amore del cuore tu accetti la tua sofferenza, ma non accetti quella di chi ami.

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