Ritratto dell'attore

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Fabrizio Romagnoli è attore e regista teatrale con una lunga carriera fatta di tante espressioni artistiche. L’ultimo lavoro, il musical dal titolo Andersen’s Solitude di cui ha curato la regia, è fonte di ispirazione per questa intervista…

Quando ti sei innamorato per la prima volta cosa hai provato?
Avevo diciassette anni, non ero né troppo piccolo né troppo grande. Fu anche la prima esperienza sessuale, ho provato sentimenti estremi: grande gioia quando tutto andava bene ed estremo dolore per paura di perdere quella ragazza che poi ho perso. Sono rimasto basito perché una persona che è con te da tre anni, d’improvviso dopo non c’è più. Quell’amore ha cambiato la mia vita, sono andato contro la famiglia che non voleva uscissi di notte… insomma ho fatto di tutto per tenere vivo quel rapporto.

Come mai è finita?
Semplicemente perché lei non era più innamorata. Da lì sono diventato un po’ cinico chiedendomi: “Ma ne vale proprio la pena?”

Diciamo che quella storia ti ha segnato anche in modo negativo, ma quando la vivevi eri tutto per lei? O ti interessavano le altre?
Sono una persona fedele, se si butta in una relazione la rispetta, sono stato tradito e lasciato e nonostante ciò credo ancora all’amore. Penso sia fondamentale alzarsi la mattina e dedicarsi ad una donna, una situazione che ho provato solo in quel rapporto: prima di tutto c’era lei, poi non è più successo. Quell’amore totale vissuto sul finire dell’adolescenza, nonostante la giovane età io ero già adulto, dedito al lavoro e mi sentivo responsabile: credo sia più difficile da vivere quando sei preso da tante altre situazioni come la professione di attore che ti assorbe.

Di solito ci si innamora quando si è pronti a cambiare, quando la vita non ci soddisfa e allora ci innamoriamo. La tua esperienza è stata frustrante bloccando la tua “carriera” amorosa, quindi ti sei lanciato altrove. Sbaglio?
No, assolutamente, sono consapevole di essermi lanciato nel lavoro.

Quindi tu non dai più spazio alla possibilità anche se affermi che l’amore ti piacerebbe?
No, non è vero che non do più spazio. Purtroppo, mi accade sempre che mi si chieda “o me o il lavoro”, ha sempre vinto il lavoro. Io cerco la persona che apprezzi me e il lavoro come un tutt’uno. Il lavoro non toglie nulla all’amore, cosa ti toglie se non ci si vede per una settimana se c’è fiducia, fedeltà e dedizione?

Se il partner ti obbliga ad una scelta condizionata, non ha compreso che l’amore è libertà, libertà dell’altro, delle sue scelte: nel rispetto reciproco. Non certo libertà di tradire, ma di essere quello che sei.
Sono d’accordo con te, quando troverò la persona che comprende questo... Più lasci libero l’altro e più l’amore è bello.

Quindi ti sei innamorato una volta sola?
A quei livelli, sì. Ora non posso paragonare la mia vita di allora con quella attuale. Se fossi ricchissimo e non avessi bisogno di lavorare, mi dedicherei completamente all’amore. Direi che nasce il bisogno di comprendere l’altro anche in questo. Dico sempre che nasciamo soli, moriamo soli, ma non possiamo vivere soli. C’è tanto amore da donare e a qualcuno lo si deve dare.

Va bene allora aspetterò di trovarti pronto a cambiare?
Voglio dirti la verità: sto cercando un genere di rapporto che mi faccia vivere bene e libero. Oggi non si può vivere un amore totale che ti assorbe completamente.

Possiamo concludere dicendo che secondo Fabrizio l’amore subisce l’influenza del tempo attuale che ci impedisce di vivere un grande amore se dobbiamo fare i conti con la contingenza…
Un tempo si diceva che se non ti sposi non è vero amore, oggi non si sposa più nessuno eppure credo che l’amore esista ancora!

Concludo con una domanda relativa al tuo musical dove affronti il tema della violenza: se si conoscesse bene l’amore forse non ci sarebbe violenza sulle donne. Qual è il tuo suggerimento contro la violenza?
Nello show sono presenti sette “quadri” dove affrontiamo la violenza sotto vari punti di vista. Con il grande balletto nello spettacolo ispirato a Scarpette rosse c’è che una donna che ha tre approcci con uomini ma poi dice no, così loro si coalizzano e la stuprano. il messaggio che ne deriva è “Si deve poter dire No”.

Un messaggio efficace per cui ti ringrazio a nome di tutte le donne.

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