“Dionisoe Arianna”, opera di Giovanni Antonio Burrini
Cristina Cattaneo Beretta

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No, l’amore non è sempre vero, e la persona che amiamo o meglio crediamo di amare non è sempre la persona giusta, quella che ci fa evolvere, quella che va bene per noi in quel particolare momento.
Più precisamente è quella che ci appare tale in una fase della nostra vita, e basta gettare fuggevolmente un occhio agli amori di molti personaggi famosi, per realizzare quanti amori si sono tradotti in altrettante sciagure, in un ostacolo all’espressione di sè o nel nulla. Ma anche noi scopriamo talvolta di essere stati in amore dei don Chisciotte che hanno strenuamente cercato e difeso qualcosa che non c’era. L’illusione è infatti una sottile compagna del cuore.
Lo vediamo in molti rapporti infelici che si trascinano nonostante si possa divorziare, in mariti che sopportano con cupa rassegnazione donne impossibili e donne che si trovano accanto uomini che segretamente odiano. Ho visto diverse coppie invecchiare insieme in un cupo rancore per poi improvvisamente, quando l’altro muore, lasciarsi andare scoprendo che era troppo tardi.
Forse se avessimo il coraggio di parlarci di più, dirci quella verità che nessuno osa più dirsi, sapessimo ascoltare pazientando su quello che non capiamo e ci fa soffrire, se sapessimo vedere l’altro com’è e quali sono realmente le sue possibilità e capacità, sapremmo evitare molte insidie, perché si sa far del male anche chi si vuole bene.
Ma ci dobbiamo chiedere se sia amore quando vediamo donne che amano uomini che le trattano male o non le considerano per nulla, o addirittura le picchiano. Oppure impediscono loro, il che è lo stesso, dal punto di vista della vita, di esprimere i loro talenti. E’ grave perché quando si sabotano i talenti di una persone, è come toglierle la voce, tagliare le mani. Chiunque deve poter parlare, esprimersi , evolvere. Dobbiamo chiederci che amori sono quelli che ci tolgono la voce. Certo, diciamo non è amore, ma allora dovremmo chiederci: che tipi di legami sono quelli che tengono uniti nella paura, nel rancore o nel disprezzo?
Di questi legami esiste anche la controparte maschile: sono quegli uomini ai quali una donna prepotente chiede  di servirla silenziosamente e senza fiatare, di esaudire tutti i suoi capricci sapendo già in partenza che nessun sacrificio sarà mai abbastanza. Sono quelle donne che non si sono fatte carico della propria crescita, che non hanno voluto elaborare i propri insuccessi , le delusioni che ogni vita porta con sé. Donne che non amano e non hanno amato e che entrano nel panico quando iniziano a invecchiare: non possono tollerare di dover affrontare l’invecchiamento, donne che forse hanno sempre e solo puntato sul loro aspetto esteriore, sul trucco l’abbigliamento, sulla conquista, considerando la verità un rischio inutile.
Sono due situazioni molto simili, quelle di moltissime donne che stanno con un uomo che non le ama, che le maltratta fisicamente o psicologicamente e non riescono a detronizzarlo  e quelle di certi uomini pazienti che si sfiniscono nel servire la volontà di una donna egoista per dovere, senza ribellarsi.
Perché serviamo così facilmente la volontà di un altro?  Di un altro che non ci ama? Io credo ci accada di legarci in questo modo quando non abbiamo potuto sperimentare l’amore reciproco, quello per cui ci si fa dono in modo totale, perchè è l'unico tipo di  relazione stretta che ha gli anticorpi contro il disprezzo, la violenza, l'egoismo.
Se non abbiamo sperimentato lo stato nascente in simultanea a un essere amato, ne serbiamo una nostalgia infinita. Tanto che siamo disposti a credere che si trovi anche dove non lo stato nascente non c’è, e allora inseguiamo gli uomini ricchi , quelli potenti, le donne belle da esibire, tutti i personaggi che ci rassicurano sulle nostre debolezze perché anche noi vogliamo sentirci in sella al mondo.
Sono i modi più comuni per i quali si finisce per realizzare, quando vi si riesce solo la forma esteriore. E' anche vero che l'amore non regge nel vuoto, senza nessun tipo di agio, il superfluo nella vita ci è necessario.

Quello che ho capito è che tutte le forme esteriori che possiamo enumerare dell’amore, non sono in alcun modo amore, cioè tutte le “prove d’amore”, come dicevano una volta i ragazzi alle loro fidanzate che ci estraniano da noi stessi, non sono prova che ci sia amore.

Ma in tutto questo c’è una traccia da seguire, un filo d’Arianna. È quando l’altro ci mette sulla nostra strada e noi sulla sua. Ma perché ciò accada dobbiamo raccontarci tutta la nostra vita, raccontare i nostri amori, gli pseudo amori, i nostri dolori le nostre illusioni, i tentativi vani , i nostri sogni. Così l’altro potrà amare tutta la nostra vita, entrare nel nostro passato insieme a noi con il suo amore e liberarci. In amore la cosa più importante è prendere sul serio i sogni dell'altro. La moglie di Stephen King che raccoglie dal cestino il manoscritto del romanzo che lo scrittore incerto di sè aveva buttato, ha fatto un grandissimo gesto d'amore. Ha riconosciuto quello che in lui premeva per ucire e che lui era troppo fragile per esprimere. I questo senso l’amore è rinascita, una rinascita che ci travolge come un uragano. Io non credo alla legge del karma che la psicoanalisi ha in parte fatto sua, non siamo destinati a ripercorrere il passato, ma molto spesso vi rimaniamo impigliati e dobbiamo esserne liberati se questo ci ha impedito di esprimere noi stessi.

Questi sono gli amori “giusti” gli incontri giusti, quelli che ci trasformano e ci guariscono reciprocamente, che ci ridanno la vita, questi sono gli amori ai quali dobbiamo aprire il nostro cuore.

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