Condividi questo articolo:

Facebook
Twitter
Email
Stampa

L’amore non può essere imposto; nemmeno può essere oggetto di uno scambio volontario e razionale. L’individualismo contemporaneo ha indotto questo grave equivoco: che si possa ottenere con la forza o che possa essere il prodotto di uno scambio mercantile. Quando un individuo si innamora può allora cadere nell’equivoco che il suo amore “meriti” altrettanto amore e se la persona amata non ricambia allora è una persona indegna, immeritevole di amore, perché è un egoista, un delinquente morale o un malato di mente. Non so quante volte mi son sentito dire da qualche mia paziente: «Io sono attratta, gliel’ho detto, ma lui niente! Allora ho capito: è un gay!»; oppure: «Con tutto quello che gli do! Ma come fa a non capire che questa è l’occasione della sua vita?! Secondo Lei, dottore, è un narcisista patologico?».

Mi torna alla mente un dialogo esemplare tratto dalla “Dolce vita” di Federico Fellini, nel quale Emma cerca di convincere Marcello che lei è l’occasione della sua vita:

Emma: Ma che cosa vuoi? Che cosa cerchi da me? Sei un verme, un miserabile! Tu finirai solo come un cane! [allontanandosi e trattenendo a stento le lacrime] Te ne accorgerai! Ma chi ti sta vicino a te, se io ti lascio? Ma che farai della tua vita? Chi trovi che ti vuol bene così?
Marcello: Io non posso passar la mia vita a voler bene a te.
Emma [avvicinandosi di nuovo]: Tu dici sempre che sono io la pazza, che vivo come in sogno, che sono fuori dalla realtà... ma sei tu, sei tu che sei fuori strada! Ma non capisci che la cosa più importante della vita tu l'hai già trovata? Una donna che ti vuol bene sul serio, che darebbe la tua vita per te come se fossi l'unico al mondo! Tu sciupi tutto, sei sempre inquieto, sempre scontento. [salendo in macchina e avvicinandosi a Marcello] Marcello, quando due persone si vogliono bene, tutto il resto non conta. Di che cosa vuoi aver paura? Di’.
Marcello: Di te. Del tuo egoismo. Dello squallore desolante dei tuoi ideali. Non lo vedi che quello che mi proponi è una vita da lombrico, non sai parlare d'altro che di cucine e di camere da letto! Ma un uomo che accetta di vivere così, lo capisci che è un uomo finito?! È veramente un verme! Io non ci credo a questo tuo amore aggressivo, vischioso, materno: non lo voglio, non mi serve! Questo non è amore, è abbrutimento! Come te lo devo dire che non posso vivere così?! Che non ci voglio più stare con te?! Voglio star solo! [aprendole la portiera] Scendi da questa macchina!
Emma: No! Sei una carogna! Un vigliacco! Mi fai proprio una gran pena!
Marcello: Va bene, io ti faccio pena e tu mi fai schifo! Scendi!

Non si può pretendere l’amore. La volontà di forzare la volontà altrui è un esercizio di potere e la sofferenza e la rabbia perché la propria volontà non va a effetto è il primo livello della dipendenza affettiva. Nei miei libri definisco questo livello “Dipendenza conformista” perché dietro l’apparenza dell’amore si nasconde la volontà di forzare la persona amata entro una visione del mondo che si pretende oggettiva, valida per tutti. No! L’amore nasce dalla sospensione del potere, dalla rinuncia a usarlo, e dalla consapevolezza che l’amore vero deve beneficiare l’amato del diritto di essere libero di non amare.

Ti è piaciuto questo articolo?

Iscriviti alla newsletter gratuita

logo-monografico-small

L'amore e gli amori

Seguici sui social

2017 @ Far Immagine e comunicazione Srl - Tutti i diritti riservati
Registrazione al Tribunale di Milano n. 272 del 29-9-2017