Nel libro di Philip Roth L’animale morente il protagonista si innamora di una sua studentessa molto bella e dotata di un grande seno. La ama appassionatamente per diversi anni e non desidera nessun altra oltre lei. Un giorno lei gli chiede di partecipare alla sua festa di laurea e lui non ci va. Andare alla sua festa di laurea era partecipare ad un altro aspetto della sua vita, vederla come una donna con una famiglia, un sapere, una professione, legarsi di più a lei e al suo mondo. La ragazza si rende conto che lui vuole che lei sia bellezza, sesso e nient’altro, un puro corpo da ammirare, da accarezzare, da penetrare e questo non le basta. Noi classifichiamo questo amore come pseudoinnamoramento o infatuazione erotica.

In un altro libro di Philip Roth il protagonista si innamora di una donna bellissima, Helen, che ha passato la sua vita dissoluta sugli yachts di miliardari. Il suo amore è dovuto anche al fascino che esercita su di lui questo suo passato straordinario che provoca gelosia e liti. Qui, perciò, non è solo il corpo, la bellezza ad attrarlo, ma proprio la ricchezza, la vita di eccessi, la fama, la competizione gelosa col passato e ciò che di esso la donna porta con sé. Ancora una volta non si può parlare di amore, ma di infatuazione divistica.

Veniamo ora ad un terzo caso, che ricavo da un caso clinico. Lei si è sempre considerata una donna libera che prende il suo piacere dal sesso con chi vuole e quando vuole. Lui è rimasto affascinato, oltre che dal suo stupendo seno, da questa disponibilità. Non vivono insieme, restano lontani per molto tempo, quando lui ha bisogno di lei la chiama, lei viene. Fanno viaggi, studiano, dialogano. Lei si innamora, lui no. E ogni volta che lui parte, lei soffre, si consola con altri uomini ma non li ama. Mentre lei si è innamorata, lui è rimasto sul piano della amicizia. Dopo molto tempo quando lei vorrebbe fidanzarsi, vivere insieme, lui non accetta. E poiché lui le dice che la ama, lei gli risponde che non è vero perché lui non ci ha mai messo il cuore, che non l’aveva mai amata col cuore. E lui si accorge che era vero perché non ha mai pensato a lei con tenerezza, non ha mai sofferto perché era lontana, non è mai stato preoccupato, angosciato quando è stata ammalata, non si è mai commosso, non ha mai pianto.

Ma anche in amori nati dall’innamoramento spesso non c’è il cuore nonostante ci sia attrazione, ammirazione e anche un sincero amore con preoccupazioni per la salute, un sincero desiderio che il tuo amato stia meglio. Ma fra loro c’è anche un velo di diffidenza, di sospetto, di vigilanza, un primo embrionale calcolo dei costi benefici. Le cose vanno bene finché l’altro non ti dà quello che ti aspetti, finché non si comporta in modo per te gradevole. Si costituiscono delle abitudini che sono dei doveri, degli obblighi e quando questi obblighi vengono violati appaiono delle irritazioni, dei risentimenti.

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