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Ci sono coppie che stabiliscono con precisa scadenza il giorno e l’ora in cui avranno un incontro erotico, fanno cioè entrare nell’agenda degli impegni settimanali anche il sesso quasi fosse un impegno da assolvere nel bailamme dell’esistenza contemporanea, e poi si lamentano che l’erotismo non è più appagante. Il film di Pascal Chaumeil, Un piano perfetto, è una commedia sentimentale a tratti divertente che ci fornisce un esempio utile, soprattutto può darci una risposta alla domanda che ci siamo posti. La storia è questa: le donne di una famiglia francese da generazioni falliscono con il primo matrimonio, mentre vanno bene col secondo. La causa della rottura sarebbe una “maledizione”, così la protagonista, Isabelle, promessa sposa ad un bello, perfettino e un po' stereotipato, decide di organizzare un primo matrimonio...per poi divorziare subito e sposare il suo amore. Convinta di poter aggirare la maledizione. Le cose non andranno come lei aveva previsto, non aggiungo altro per non rovinare il gusto di vedere il film. Questo è solo lo spunto per dire che l'amore non nasce, cresce e si evolve seguendo schemi rigidi. Il fidanzato perfettino di Isabelle è super organizzato, la sua settimana è scandita secondo regole ferree che comprendono anche i divertimenti e gli incontri sessuali, infatti ho ascoltato molti racconti in cui gli incontri dedicati all'eros vengono stabiliti a tavolino quasi fossero medicine da prendere secondo prescrizione medica. Questo approccio uccide il desiderio e, introducendolo in una schiacciante routine, strappa brutalmente le ali ad Eros. Il dio alato descritto da Platone scaglia frecce all'improvviso, dorme ovunque, non teme le scomodità e non conosce le agendine per gli appuntamenti...

L'amore sa fare grandi fatiche per ottenere il suo scopo ma in cambio chiede una libera creatività alla quale dobbiamo abbandonarci: tutti, femmine e maschi. Sono qui a parlare d’amore erotico anche per salvarlo dalla monotonia e dall'appiattimento: esso, l’amore, deve ri-tornare nuovamente se stesso e in grado ancora di emozionarci. Credo sia, a volte, la paura di perdere l'innamorato a farci accettare certe proposte e non ci rendiamo conto che proprio accettandole lo perdiamo. Si rischia di entrare in un circuito assurdo solo per il fatto che non ci si ferma di tanto in tanto a riflettere, sarebbe l’occasione per interrompere comportamenti improduttivi e per ricordarci che il desiderio si alimenta con la libertà di fare l’amore nei tempi e nei luoghi meno scontati: non vi dirò dove farlo, ognuno può scoprirlo ricordando ad esempio le origini, quel momento in cui l’amore di coppia ebbe inizio. A quell’epoca la passione era libera di esprimersi, si desiderava far l’amore spesso e ovunque capitasse: il mio discorso può apparire una banalità, ma il nostro errore è spesso quello di sottovalutare certi particolari che invece piccoli non sono.

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