Lorenzo Porzio è maestro direttore d'orchestra, compositore e pianista, ma non solo: è stato campione olimpionico e nel 2002 ha vinto i mondiali di canottaggio. La sua passione per la musica lo ha condotto verso una carriera artistica di grande spessore e successo. Ma l'amore di coppia che posto occupa nella sua vita? Ce lo racconta in questa intervista.

Quando ti sei innamorato per la prima volta?
La prima volta avevo undici anni e mi sono innamorato perdutamente di un'attrice, Alessandra Martines, di cui ho visto tutte le puntate della miniserie televisiva Fantaghirò. Poi ho acquistato tutte le cassette ed ho fatto carte false per incontrala di persona: non ci sono mia riuscito. Pensa, conservo ancora quelle cassette!

Hai avuto anche tu una vera e propria infatuazione divistica... ma nella concretezza come hai vissuto il primo innamoramento reale?
In prima media, è avvenuto con Giulia, una mia compagna di scuola: è stato il primo amore e il primo bacio. Eravamo nella sacrestia della nostra parrocchia dove facevo il chierichetto.

Mi interessa sapere cosa hai provato durante questo primo innamoramento.
Ricordo benissimo la sensazione fisica: le farfalle nella pancia. La mattina non vedevo l'ora di andare a scuola per vederla, all'epoca non avevamo i cellulari per comunicare ed era strano che io chiamassi al telefono fisso di casa sua, soprattutto perché aveva un padre siciliano gelosissimo. Dovevo aspettare, attendere il giorno dopo per vederla, finalmente.

E poi, crescendo, cresce anche il rapporto con l'innamoramento.
Sì, il primo amore serio, quello che ti fa capire come prenderti cura di un'altra persona, come fare qualcosa di concreto per lei, è avvenuto all'epoca dei miei diciassette anni e lei ne aveva diciotto. Una storia durata quasi due anni e finita male.

Male?
Lei era solo di un anno più grande ma era molto avanti rispetto a me, io un pischello che girava in motorino, lei una donna che aveva bisogno di un ragazzo più maturo. È finita, ma è stato per me un grandissimo amore.

In che senso?
Prima di incontrarla ho sempre fatto le cose per me stesso, con lei ho cominciato a mettere da parte i miei impegni per accompagnarla a fare qualcosa per lei importante. È stato un amore in cui ho fatto follie. All'epoca mi alzavo alle cinque del mattino per allenarmi, era l'anno prima di quando vinsi i mondiali, facevo dieci chilometri, da casa mia a casa sua, con una rosa rossa in mano. Arrivavo da lei con la rosa rossa, la lasciavo e me ne andavo, a volte senza neppure avere il tempo di salutarla: appoggiavo la rosa davanti casa sua.

Poi ci sono amori più stabili dove non si fanno follie.
Sì, avevo ventidue anni, incontrai una donna che credevo l'anima gemella. Allora iniziai a fantasticare di creare la famiglia del Mulino bianco con quattro figli, sette cani e tutti felici e contenti. La storia è durata cinque anni poi mi sono reso conto che la mia vita stava prendendo una piega diversa rispetto a quella che voleva lei. Siamo rimasti però, nonostante sia finita, in buoni rapporti.

Ma l'amore della stabilità, quello per cui pensi di fermarti, è poi arrivato?
Sì, per mio figlio. Solo lui ha avuto la forza di cambiarmi la visione del mondo. Un atleta ed un artista è sempre un po' egoista ed egocentrico, se non curi la tua persona non riesci a dare il massimo; ciò non significa non essere generosi con gli altri, ma prima di tutto bisogna pensare a sé stessi. Invece mio figlio è l'unico che è riuscito a farmi vedere il mondo dai suoi occhi per cui tutto ciò che faccio oggi lo faccio chiedendomi se può tornare utile anche lui, se è un bene per lui, penso se una mia azione lo possa ferire, procuragli un danno.

Quindi non c'è una donna che sia riuscita a cambiarti?
Le donne vanno e vengono, momenti bellissimi, però nessuna ha creato il cambiamento.

Visto che sei un musicista ti chiedo che differenza passa tra l'amore per una donna e quello per la musica?
Che la musica non ti tradisce mai.

Quindi sei stato tradito?
Assolutamente sì!

Per questa ragione sei poco fiducioso?
No, lo ero anche da prima. Quando parlo di tradimento non mi riferisco però solo a quello fisico ma soprattutto a quello umano, morale ed etico. Solo con la musica riesco ad essere me stesso, lei mi ama e mi rispetta: sempre!

Musica a parte, tuo figlio quindi è il tuo grande amore?
Sì, i miei grandi amori sono mio figlio, la mia famiglia d'origine e il mio lavoro. Le donne vanno e vengono, massimo rispetto per loro, ma gioco sempre in difesa.

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