Maria Giovanna Farina

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Lo scandalo del sesso si allarga senza sosta, dopo il caso dei ricatti sessuali di Weinstein, sembra non arrestarsi più. Come aveva predetto Oprah Winfrey, siamo ad una svolta e ne dobbiamo essere felici perché lavorare, ad ogni livello, è un diritto e nessun ricatto sessuale deve bloccare la vita e la carriera di una donna o di un uomo.

Dal punto di vista delle relazioni ciò sta determinando una spaccatura tra i due generi, le donne denunciando hanno dato origine ad una catena di rivendicazioni dove il maschio, con il suo strapotere fallico inattaccabile, è sotto attacco e messo alla gogna con la conseguente dilatazione del conflitto. Lo scontro diventa frontale, sotto la scure femminile cadono tutti indistintamente anche se con qualche eccezione. In Italia, ad esempio, un gruppo di attrici difende il maschio da accuse improbabili: il regista Giuseppe Tornatore, definito da tutte un gentleman, è accusato di molestie dalla showgirl Miriana Trevisan, ma nessuna delle sue attrici ci crede.

Maschi e femmine hanno una diversità costituzionale che va oltre il sesso ed investe la sfera emotiva e comportamentale, ciò favorisce relazioni conflittuali: solo l’amore sembra saper eliminare rivalità e lotte permettendo alle differenze di convivere in armonia. Per queste ragioni dobbiamo fare un distinguo, osservare con cura, analizzare le situazioni per non cadere in pericolose generalizzazioni fautrici di vere e proprie discriminazioni nonché di spaccature dentro il movimento femminile. Le donne devono rimanere unite, insieme liberarsi dalla violenza maschile per poi cercare una pacificazione con l’altro sesso: i maschi non sono tutti predatori, violentatori seriali e se fanno una avance non mancano di rispetto. Un conto è invitare a cena con un mazzo di fiori una donna e sperare che ci stia, dirle che è bella e desiderabile è normale, un conto prometterle un lavoro in cambio del suo corpo. Non è la stessa cosa.

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