Francesco Alberoni

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Talvolta è la donna che chiama un’amica, altre volte è il maschio che invita due amiche con cui è molto in confidenza. Nel suo libro Professore in desiderio Philiph Roth racconta della sua relazione con Birghitta quando facevano continuamente e selvaggiamente all’amore e, girando per l’Europa riuscivano spesso a convincere una nuova ragazza incontrata per caso ad unirsi a loro in un amore multiplo. Viene poi un momento in cui lui la lascia per tornare ai suoi studi. E un distacco freddo, come di due amici senza legami profondi. La prova che fra loro non c’è stato innamoramento coperto dall’erotismo, ma pura sessualità. Dopo questa esperienza, lui si innamorerà di una donna straordinariamente bella e che ha avuto un passato dissoluto fra amanti, yacht, miliardi e miliardari, una donna affascinante che conserva un rapporto col suo  passato  e  con un amante  miliardario  che vive in Asia. Lui è affascinato da questa vita eccezionale e sfrenata, ed è questa che gli fa desiderare la donna, e non un vero innamoramento. Ne è prova una feroce gelosia in cui ogni tanto si affaccia il rimpianto per il periodo di sfrenatezza erotica serena con Birghitta. In questo libro di Roth non c’è mai spazio per l’amore dell’innamoramento, cioè per il vero amore. Ma solo per la sessualità (Birghitta) il divismo (Helen) e il voler bene quotidiano (Cinzia).  E un mondo in cui può sempre trovare spazio la promiscuità.

Tutto cambia quando i rapporti sono più profondi e può improvvisamente manifestarsi l’innamoramento esclusivo. Ricordiamo il caso del marchese Casati in cui il marito è innamorato della moglie ma porta sempre a letto un altro uomo per vederla posseduta da lui.  Ma un giorno si è accorto che la moglie si era innamorata dell’amante occasionale e li ha uccisi tutti e due. Di colpo ha fatto la sua ricomparsa l’esclusività. Perché? Nel caso del marchese Casati facevano all’amore in tre ma lui era innamorato e pensava di essere l’eletto, l’unico amato. E invece quando si accorge che il preferito è l’altro, lui si sente scartato, gettato via. Lui, il padrone, diventa il servo. Scatta la competizione e riafferma il suo potere.

Ci sono casi in cui i membri di una coppia rinunciano fin dall’inizio all’esclusività. Diventano sempre più frequenti i casi di due coniugi che hanno fatto fra di loro tacitamente, e talvolta anche esplicitamente, un patto che possiamo chiamare di tolleranza. Noi ci vogliamo bene ma lasciamo all’altro un po’ di libertà erotica, non gli domandiamo nulla ma lasciamo che abbia i suoi svaghi.  Vi sono infine i casi di due persone sposate di cui una ha un’amante, magari per tutta la vita, la moglie lo sa e lo accetta anche se ufficialmente non lo sa.  Avviene quando entrambi vogliono salvare il matrimonio e la famiglia,

Il motivo per cui si vuole il matrimonio e si fa tanta fatica a romperlo è il timore di non poter ottenere, o di perdere, delle cose che ti piacciono. Sono le disuguaglianze economiche e le disuguaglianze di rango erotico, per cui uno ha molto e l’altro troppo poco, a far desiderare a tutti di avere qualcosa di sicuro, di suo, che non gli portano via. È il matrimonio, il patto con la legge, a dare queste garanzie.  La disponibilità di sesso c’entra sempre meno. L’aumento della libertà sessuale femminile ha provocato una caduta del bisogno di esclusività in entrambi. L’uomo che prima era sempre geloso e possessivo geloso sa che girando può rimorchiare donne disponibili sessualmente e quindi non ha più bisogno di promettere una relazione esclusiva. E Lo stesso capita sempre più frequentemente anche alle donne. Le donne che vogliono l’esclusività, quando vengono “tradite” cacciano via  il maschio ma,  restate sole, dopo un periodo di rifiuto dell’altro sesso finiscono per andare anche loro a cercare un nuovo amore.

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