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Nell’immaginario collettivo suocera e nuora sono considerate rivali, in lotta perenne per riconfermare il monopolio sul figlio maschio che la nuova venuta, la nuora appunto, ha sfilato dal rapporto esclusivo con la mamma. In realtà c'è qualcosa di più profondo capace di generare la nascita di difficoltà relazionali tra suocera e nuora in una dinamica tutta al femminile. Sembra che ciò derivi dal bisogno di non cedere lo scettro per abdicare in favore della nuova arrivata più giovane, più energica e più bella. La sindrome della “più bella del reame” pare covare sotto le ceneri della maturità e la suocera nei confronti della nuora sembra mostrare tutta la fragilità di una donna al bivio della menopausa. In realtà spesso si tratta di una dinamica più profonda, di sofferenza nata dalla paura di smettere di essere la più amata dal figlio come all’epoca in cui il piccolo aveva occhi solo per la mamma. Gli occhi diventano adulti e si dirigono altrove, così la nuora può diventare una sorta di nemica. E il figlio maschio, incapace di muoversi correttamente tra le due donne della sua vita, nella maggior parte dei casi prende le difese della madre dimenticando la consorte e le sue ragioni.

Pochi giorni fa ho ascoltato il caso di una suocera capace di istillare discordia invadendo la coppia formata dal figlio con una nuova compagna. Conosciuta la sua “rivale”, non tardò a somministrare al figlio divorziato rivendicazioni tipo: “Mi trovavo meglio con la tua ex moglie, era a volte fin troppo schietta e mi rispondeva anche male, ma con lei ho trascorso dei momenti indimenticabili”. Frasi che celando l’impossibile: non si può tornare nel passato e riavere la nuora perduta. Ma tutto si può risolvere. Il noto film del 2005 “Quel mostro di suocera”, con una “perfida” Jane Fonda e un’agguerrita Jennifer Lopez nel ruolo della nuora, è capace di fornire validi spunti che, con un po’ di allenamento, sono applicabili alla nostra esperienza. Nella pellicola le due donne entrano in conflitto ma nonostante la furbizia della suocera cerchi di sottomettere la giovane nuora, quest’ultima non cede: trova uno scheletro nell’armadio della suocera e lo usa per sconfiggerla. In realtà sul filo dell’ironia le due si contrastano all’ultimo sangue trovando un compromesso che è la soluzione vincente: l’uomo della contesa deve rimanere fuori da questo “duello” mentre le due donne lottano non per sopraffarsi, ma per trovare un punto in comune piuttosto che perpetrare una lotta snervante e controproducente. In conclusione: se non si prova reciproca simpatia è d’obbligo il rispetto dell’individualità dell’altra e del suo ruolo, aspetti che possono convivere pacificamente nella dinamica famigliare lasciando il giusto spazio all'amore di coppia senza togliere nulla a quello materno.

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