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In ogni società, in ogni gruppo, esiste una gerarchia erotica che, al vertice, ha le persone considerate più desiderabili e, in basso, quelle che lo sono meno. Il rango erotico è la posizione occupata da una persona in questa scala di preferibilità. Alcuni si trovano al vertice della classifica internazionale, altri di quella nazionale, altri di quella locale.

Le persone dello stesso rango erotico sono intercambiabili, mentre quelle di rango erotico superiore prevalgono su quelle di rango erotico inferiore. Nel film di Woody Allen, La rosa purpurea del Cairo, c’è una povera casalinga che adora un personaggio dello schermo, un esploratore. Ad un certo punto costui esce dallo schermo e le fa la corte. Lei se ne innamora subito. Ma poi arriva l’attore in carne ed ossa, che è ancora più attraente del personaggio. Adesso è lui ad essere amato. Ad un certo punto sia l'uno che l'altro se ne vanno. La povera donna, delusa, ritorna nella sala cinematografica dove è avvenuto il miracolo. Vi si proietta un nuovo film con Fred Astaire che balla con Ginger Rogers. E lei ne resta immediatamente affascinata. In un istante dimentica i precedenti amori per il nuovo. Un bell’esempio di effetto del rango erotico ce lo dà Flaubert in Madame Bovary. Lei si sta innamorando di Leon uno studente povero e timido. Ma resiste e alla fine lui rinuncia, se ne va via. Perché lei si ritira anziché cercarlo? Perché Leon è di rango erotico basso. Lei nei suoi sogni ha sempre sognato le nobiltà, la ricchezza. Quando incontra Rodolfo è già aperta, disponibile. Quando Rodolfo decide di sedurla ci riesce al primo colpo.

Il rango erotico è una qualità sociale che mette in ombra le preferenze individuali. È il prodotto dell'opinione collettiva. Ogni individuo ha poi sue modalità personali di reagire agli stimoli erotici. C'è sempre qualcuno che non è sensibile al fascino dei divi e delle dive. Ma perché ha sviluppato una resistenza attiva, si è imposto di non farsi attrarre eroticamente, si è imposto di non desiderare e di non innamorarsi di persone di rango erotico irraggiungibile.

Mentre un tempo il rango erotico era determinato dalla stratificazione feudale della società, dalle cariche ereditarie e dalla ricchezza, oggi il fattore dominante è diventato quello della ricchezza economica. Anche le altre qualità o virtù come potevano essere un tempo, lo status di membro della Royal Society o di famoso guerriero come Lord Nelson o di grande scienziato come Galileo o di sant’uomo come S. Francesco sono oggi tutte dominate dalla ricchezza e dal potere connesso e quindi da un tipo di agiatezza e di consumo vistoso che puoi ostentare. Anche i capi di Stato sono sempre più valutati in base alla loro ricchezza. Un tempo nessuno si domandava quanto fosse ricco Lenin, Hitler o De Gaulle. Oggi vengono fatti in conti in tasca anche alla regina di Inghilterra, a Donald Trump e a Vladimir Putin.

Le ricerche sul divismo in Italia mostrano che le giovani donne sono più influenzate, nelle loro scelte amorose, dal rango erotico di quanto non lo siano i ragazzi. Il loro erotismo, quando si sveglia, tende verso l’alto. Sono immediatamente attratte dalle persone che, nella loro piccola comunità, hanno il rango erotico più elevato. La ragazza perciò sogna il grande attore e il cantante celebre, ma poi va con il campione locale di tennis o con il calciatore locale. Gli altri sono presi in considerazione solo come ripiego, per necessità. Questo meccanismo è antichissimo. Da che mondo è mondo il maschio cerca tutte le femmine, ma poi si accontenta anche di una prostituta. Le ragazze invece si fanno in quattro per farsi notare dal divetto locale, dal figlio del ricco industriale, dal campione sportivo, o da quello che tutti giudicano bello. Degli altri non sanno cosa farsene. Non li degnano neanche di uno sguardo. Questa scelta coraggiosa di puntare verso l’alto ha anche un risvolto negativo. Perché spesso sono costrette ad accontentarsi di un uomo che non corrisponde ai loro ideali e si tengono il rimpianto per tutta la vita. E qualche volta vi rinunciano volontariamente per timore di andare incontro a delle frustrazioni, a dei rifiuti, a delle delusioni. In epoca moderna per la propria autonomia spesso rinunciano volontariamente ad abbandonarsi nelle braccia dell’ideale, ad innamorarsi dell’uomo forte e volitivo per scegliere uno con qualche fragilità, una persona di cui pensano di potersi liberare più facilmente e nei riguardi della quale mettono in atto minori difese. Poiché ne temono meno il tradimento, l’abbandono, non pretendono da lui una rigorosa fedeltà, una relazione affettiva ardente, appassionata. Col risultato però che si legano lo stesso a questa persona perché non hanno altro e quindi soffrono se le tradisce o le lascia. Ma l’idea di essere di rango superiore e quindi di essere padrone dei propri sentimenti dà loro l’illusione della sicurezza. Risultato: soffrono quando vengono lasciate e doppiamente perché pensano che costui non abbia un grande valore. L’attaccamento ai deboli, agli incerti è il prodotto di una aumentata fiducia delle donne nel proprio potere, nella propria libertà e di una aumentata sicurezza nella propria capacità di dominare i propri sentimenti mentre, in realtà, i meccanismi dell’attrazione restano gli stessi da migliaia e migliaia di anni.

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