‘E vissero per sempre felici e contenti’ è l’aspettativa insopprimibile di ogni persona romantica che si rispetti. Non importa se facciamo parte di famiglie ‘normali’ e abbiamo sperimentato sulla nostra pelle di figli quali e quante possano essere le difficoltà nel corso di un matrimonio: ci sposiamo a nostra volta con l’intima speranza che, una volta trovata la persona giusta, la vita ci riserverà tante rose e poche spine. E, soprattutto, che sarà il nostro partner a renderci felici. In realtà, secondo Robert Sternberg, autore de L’Intelligenza del cuore, aspettative troppo elevate nei confronti del partner potrebbero rappresentare un problema. Più è alto il divario tra il comportamento ideale e i sentimenti che vorremmo che l’altro provasse per noi e quello che invece vediamo e percepiamo nella realtà, più il rapporto è a rischio. E che dire dell’aspettativa di ‘esclusività’ in un’epoca in cui il virus dell’infedeltà sembra contagiare anche le coppie all’apparenza più inattaccabili?

Per Alberoni, la fedeltà è un elemento essenziale non solo per coloro che stanno vivendo la fase dell’innamoramento ma anche per tutti gli amanti che desiderano un rapporto ardente e appassionato duraturo nel tempo. Si tratta di un nuovo tipo di fedeltà, che non nasce da un obbligo bensì dalla necessità interiore di voler mantenere puro e incontaminato il proprio amore e preservarne il piacere unico e insuperabile che solo una tale relazione può offrire.

Rispetto a tali amori, oggi sono sicuramente molto più diffuse le relazioni deboli, le coppie fragili che si lacerano con facilità e con altrettanta facilità ricercano al di fuori gli stimoli erotici e passionali che non riescono più a trovare al loro interno.

Secondo recenti studi, c'è una correlazione inversa tra le opzioni di scelta e la felicità: più scelte abbiamo nella vita e più siamo infelici, perché fanno sì che rimpiangiamo quello che non abbiamo avuto e questo ci rende compulsivi nel cercare qualcosa di meglio ad ogni opportunità. Lavoro, viaggi, convegni, internet diventano quindi le occasioni per conoscere nuovi partner e ricercare ‘innocenti evasioni’ che portano però a conseguenze molto serie, soprattutto per le ricadute sui figli che la rottura del vincolo famigliare comporta. Oggi, tuttavia, l’infedeltà, sia da parte maschile che femminile sembra mettere a rischio anche i legami che hanno alla base dei sentimenti veri e profondi.

Che fare in questi casi? Rompere con il partner che ha tradito sembra una scelta inevitabile, perché viene meno uno dei principi fondanti della coppia che è quello di sentirci unici e speciali per un altro essere umano. Si tratta comunque di una decisione molto dolorosa e che porta a delle conseguenze a lungo termine che possono essere tutt’altro che positive. Inoltre, le statistiche ci dicono che i secondi e terzi matrimoni non sono più felici del primo.

Il tradimento sembra quindi porci di fronte ad un dilemma in cui la sconfitta sembra essere una componente inevitabile e ineludibile, qualsiasi sia la decisione presa: da una parte il dolore per la fine di un amore importante e l’incognita della solitudine, se si decide di terminare la relazione, dall’altra il tormento continuo interiore che deriva dalla rottura del patto di esclusività, dalla fiducia incrinata e tutta da ricostruire,  dal fantasma dell’altro che si insinua nella coppia e dal timore che in futuro il tradimento possa ripetersi.

Per poter effettuare una vera scelta, dobbiamo però uscire dalle strette maglie del dilemma ed ecco configurarsi la necessità di una terza opzione che potrebbe essere costituita da un perdono autentico accompagnato da un processo di rinnovamento della coppia, come nel caso che illustreremo.

Conosco Vittorio, commercialista del nord, in un momento drammatico della sua vita: la moglie Rossella, madre dei suoi tre figli, ha scoperto la sua relazione con una segretaria e minaccia di lasciarlo. Lui che, dopo 30 anni di un matrimonio ricco di vicissitudini, è ancora innamorato della moglie, sta seriamente meditando soluzioni drastiche, perché la vita senza di lei non avrebbe alcun senso.

Quando incontro Rossella, scopro che è molto determinata nella sua decisione: dal suo punto di vista ha già sofferto numerose umiliazioni nel corso del matrimonio e non è più disposta a tollerare nulla, figuriamoci un affronto di questo tipo che, oltre ad essere un tradimento fisico rappresenta anche il tradimento di tutti i loro ideali di coppia cristiana. Con tanta fatica, dolore ma anche tanto impegno cerchiamo, nel corso di varie sessioni, di riannodare con pazienza un rapporto che è estremamente lacerato e sembra irrisolvibile ma che in realtà è ancora estremamente vivo e fa male proprio perché sotto c’è un cuore che batte ancora molto forte. Contrariamente alle aspettative di tanti, anche specialisti, il legame di Vittorio e Rossella nel giro di pochi mesi inaspettatamente rifiorisce, grazie alla reciproca disponibilità ad assecondare le esigenze dell’altro. Solo se parte da un innamoramento autentico, secondo Alberoni, un rapporto può reggere a tanti urti. Questa coppia ha saputo affrontare anche uno scossone che poteva essere quello definitivo e che invece, grazie ad un perdono reciproco e a un rinnovamento del patto di coppia, ha permesso a questi coniugi di riscoprirsi ancora innamorati, appassionati e desiderosi di conoscere e capire meglio l’altro, dopo 30 anni di matrimonio.

Sono passati cinque anni da allora, e qualche settimana fa, una sera, ho rivisto la nostra coppia al cinema, con amici. Il modo in cui Rossella ha appoggiato la testa sulla spalla di Vittorio mi ha fatto capire quanto fossero riusciti a recuperare quell’intimità che porta gli amanti ad essere felici, profondamente felici, per il solo fatto di essere uno accanto all’altro.

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