Ritratto di Ginevra de' Benci, dipinto di Leonardo da Vinci
Cristina Cattaneo Beretta

Condividi questo articolo:

Facebook
Twitter
Email
Stampa

Andrea è partito per le ferie estive senza dire a Sara quando tornerà. E’ il suo comportamento abituale: arriva all’ultimo momento e le telefona, Sara si precipita disdicendo gli altri impegni.  Dopo venti giorni, finalmente, Andrea le scrive che rientrerà per un giorno e potrebbero vedersi. Lei gli  chiede  di passarla insieme, quella  giornata, magari al mare…e  Andrea accetta,  ma  dopo pochi minuti le scrive: “ scusa ma ho  un impegno urgente  e non posso più venire”. “Ma come, a ferragosto?” Scrive lei addolorata. Ha paura di averlo perso, ma è disarmata dalla menzogna, dal fatto che Andrea non ha neppure il coraggio di telefonarle. In quel momento ha un insight e si accorge  che Andrea mille volte ha finto di sparire  e mille volte lei ha pianto un abbandono che non si è verificato. Dunque, è probabile che Andrea tornerà  tra alcuni giorni, dopo averle fatto sentire la  sua mancanza, senza dire nulla, come se fosse normale, rendendo normale quello che non lo è -  e lei smetterà di esprimere i suoi bisogni e accetterà quello che lui le offre. Ma lei avrà vissuto, ancora una volta, la perdita.

Situazioni come questa tendono a cronicizzarsi  e Sara e Andrea sono figure tipiche (potremmo dire archetipiche tanto sono comuni) del panorama sentimentale di oggi. Andrea ha il  comportamento tipico del narcisista, di una persona che ha così paura del coinvolgimento affettivo,  di assumersi qualche responsabilità e soprattutto di "darsi",  da poter avere relazioni solo con persone come Sara, le uniche disposte a frequentarli.  Sara ha il comportamento di una “dipendente affettiva”, triste espressione che indica un essere umano che continua a cercare l'amore dove non c'è, scambiando un'eco per il suono vero.  

E' vittima del  sogno illusorio di vincere Andrea, di cambiarlo, di trasformarlo in quello che non è.  Così hanno ingaggiato un braccio di ferro; Sara non molla perché  riesce a vedere e sentire qualcosa dentro di lui oltre la corazza e non si arrende, perché ha fiducia. Sara non riesce a realizzare   che  quello di Andrea non è amore perché quando sono insieme, "si amano come per lei è amore".

Non possiamo sapere se tra Sara e Andrea vi sia, anche,  una relazione  umana buona, vero affetto; non possiamo liquidare come dipendenza affettiva tutte le difficoltà di relazione: talvolta persone come Sara e Andrea si vogliono bene ma  con un livello di consapevolezza e amore inferiore alle loro possibilità. Se Sara tiene in piedi il rapporto significa che un nutrimento lo riceve. Quindi è ingiusto definirla con disprezzo una mendicante d'amore.  E anche Andrea, con tutti i suoi limiti, torna sempre da lei. Ma, sicuramente, possiamo dire a Sara che Andrea è un uomo difficile e non cambierà: ha stabilito sin dal primo giorno i confini di questa frequentazione e lei li ha accettati, salvo poi continuare per tanti anni a illudersi di poter cambiare  sia  le regole sia Andrea. E non si può fare a livello del quotidiano: bisogna rifare i patti.

Che fare?

Sara può iniziare a rendersi autonoma; a liberare se stessa prima di fare qualunque nuovo patto con lui. Come? Osservando che quando Andrea si allontana, attiva in lei il meccanismo della perdita e questo agisce su di lei, rendendola arrendevole e passiva.

Sara può quindi iniziare a rendersi indifferente a un comportamento di Andrea che è indice di una grave immaturità o di abbandoni subiti a sua volta. Svuotare il comportamento di Andrea dal dramma, è il primo modo per liberarsi.

Poi Sara deve guardare come ha ristretto la sua vita a furia di aspettare Andrea e come questo l'abbia imbruttita. Si faccia altri amici, frequenti ambienti dove i suoi talenti, di Sara, abbiano valore. Dove si celebri chi arriva per restare  e condividere, non chi scappa.
Si tolga quella faccia triste e cerchi altrove quello che le manca. Andrea lo tenga pure, se le è difficile lasciarlo, ma non gli permetta più di essere l'unica presenza nella sua vita.

Articoli che potrebbero interessarti

El Amor Brujo

El amor brujo

È un rituale di abbandono del passato.
Candela aveva amato con passione un gitano che poi è morto. Per molto tempo è rimasta sola e disperata

Cos’è l’innamoramento

L’innamoramento è una discontinuità che fa nascere dal nulla un legame che diventa più forte di ogni altro legame e sorprendentemente rende sacro anche l’erotismo

L’amore trattenuto

“Caro amore, sono io a scriverti, perché come sai sono sempre le donne a scrivere lettere d’amore, a cercare un dialogo anche quando si accorgono che è un monologo

L'amore e gli amori

Seguici sui social

2017 @ Far Immagine e comunicazione Srl - Tutti i diritti riservati
Registrazione al Tribunale di Milano n. 272 del 29-9-2017

Questo sito fa uso di cookie per migliorare l’esperienza di navigazione. Cliccando sul bottone ACCETTO dai il tuo consenso. maggiori informazioni

Questo sito utilizza i cookie per fornire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o cliccando su "Accetta" permetti il loro utilizzo.

Chiudi