Francesco Alberoni

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Oggi è diffusissima l'idea che la coppia abbia bisogno di distanza e di diversità. Secondo questa teoria, due persone che stanno sempre insieme, inseparabili in casa, sul lavoro, in vacanza, finiscono per dirsi le stesse cose e, quindi, per non offrire all'altro nulla di nuovo. Ne soffre soprattutto l'erotismo, distrutto dall'abitudine, dalla monotonia, dalla noia. Secondo questa tesi è perciò molto meglio che i due coniugi facciano due lavori separati, passino buona parte del loro tempo con altre persone, si arricchiscano con altre esperienze. Così, quando si incontrano, ciascuno avrà qualcosa di nuovo e di stimolante da raccontare. E apparirà all'altro come una persona sempre diversa, sempre nuova e, quindi, eroticamente più stimolante. C'è addirittura chi suggerisce di fare vacanze separate.

Ma è giusta questa tesi, è sostenibile? Il nostro gruppo di ricerca non lo crede affatto. Noi pensiamo che, al di sotto di questa tesi, ci sia una concezione dell'amore come avventura che non può essere generalizzata. La distanza e la diversità possono andare bene in molti casi, non lo mettiamo in dubbio. È probabilmente un rimedio per i matrimoni che non sono fondati su un vero innamoramento. O per coniugi che non si piacciono più e che stanno insieme per abitudine. Allora forse è bene che si vedano il meno possibile. Ma per gli altri, per gente che si ama, che si piace, è meglio proprio il contrario. Stare il più possibile uniti, a casa, sul lavoro, in vacanza. Affrontare la vita come un'avventura, fianco a fianco, con i suoi problemi, le sue difficoltà, le sue lotte. Come due cacciatori, come due guerrieri. Allora l'amore si rafforza della componente dell'amicizia. Allora l'erotismo viene stimolato dalla complicità. Un lavoro diverso spesso divide. Soprattutto un lavoro professionale. Perché è una attività che ci coinvolge profondamente.

È sul lavoro che passiamo la maggior parte della nostra vita. I membri di uno studio legale, i dirigenti di una impresa, i giudici di una Procura costituiscono un team, un gruppo solidale. Lottano fianco a fianco, affrontano insieme difficoltà, nemici, pericoli. Spesso non è a casa, ma sul lavoro che gli uomini e le donne moderne provano le loro emozioni più forti, più vitali. Sul lavoro si stabiliscono anche delle alleanze amorose, delle attrazioni erotiche. È logico, è naturale. La vita professionale, il rischio affrontato insieme, è eccitante, unisce. Un conto è vivere insieme la vita professionale in tutta la sua ricchezza e un conto è raccontare cosa si è fatto al proprio coniuge alla sera, o durante un week end. Nella maggior parte dei casi l'altro resta escluso. Finisce per disinteressarsi, per annoiarsi. E a poco a poco si stacca, cerca diversivi per conto suo. Quello che prima era una fessura diventa un abisso. È così che molte coppie moderne si incrinano, si indeboliscono.

Contrariamente all'opinione corrente, noi pensiamo che la coppia si rafforza nel lavoro comune, facendo la stessa attività, lottando unita contro le stesse difficoltà, contro gli stessi avversari. In molti casi marito e moglie, anziché separarsi, allontanarsi, diventare diversi, farebbero meglio ad avvicinarsi, a lavorare insieme nella stessa impresa, nella stessa squadra. Concludendo, la teoria della distanza e della diversità è un pregiudizio, e in ogni caso non può essere eretta a regola generale.

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